Amstel Gold Race 2015: a tutta birra!

Il trittico delle Ardenne

L’atto primo del ”trittico delle Ardenne” 2015, prende il via dall’Olanda domenica 19 Aprile, con la oramai celebre Amstel Gold Race, corsa che, sponsorizzata da una famosa marca di bevande, porta anche il soprannome di ”corsa della birra”. Pur non avendo la connotazione di Classica Monumento, l’Amstel Gold Race, che quest’anno toccherà quota 50 come numero di edizioni, grazie all’inserimento nella ex coppa del mondo  tra fine anni ’80 e inizio anni ’90 ha assunto una collocazione sempre più importante all’interno del calendario ciclistico. La sua fortuna è data anche dal fatto di arrivare nel fine settimana (una volta si correva il sabato da un po’ di anni si corre la domenica) tra le corse sul pavé e  la Liegi Bastogne Liegi, che sarà il capitolo finale non solo del “trittico delle Ardenne”, ma anche della prima parte di stagione dedicata ai cacciatori di classiche, prima della scorpacciata di Grandi Giri che riempiranno le gambe dei ciclisti e lo stomaco degli appassionati, tra Giro d’Italia e Tour de France.

Il percorso

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Amstel Gold… bier

Partenza da Maastricht, dove una volta era situato l’arrivo e conclusione dopo 251km, a Valkenburg, con i ciclisti che avranno affrontato la bellezza di 33 cotes, per un totale di 4mila metri di dislivello, più altre non segnalate ufficialmente, e che si saranno districati all’interno di stradine strettissime, dove limare sarà fondamentale e saper guidare bene la bici, permetterà di preservare le energie nervose fondamentali per il difficile finale. Epilogo che prevede una scalata sul Cauberg, che anticipa  Geulhemmerberg e Bemerlerberg che porteranno di nuovo il plotone sul Cauberg, prima di involarsi per gli ultimissimi chilometri verso il traguardo.

Un po’ di numeri

Da Stablinski nel 1966 a Gilbert trionfatore qui lo scorso anno, le  vittorie per nazioni qui in Olanda vedono i padroni di casa dominare con 17 (ultimo successo Dekker nel 2001), segue il Belgio a 12, Italia 6 (Gasparotto 2012), Svizzera (Jaermann 1998) e Germania (Schumacher 2007) 3, Francia 2 (Hinault 1981) e con 1 successo a testa, Russia, Lussemburgo, Danimarca, Australia, Kazakistan e Repubblica Ceca. Le vittorie singole sono ad appannaggio anche qui di un padrone di casa, ovvero di quel Jan Raas capace di trionfare per ben 5 volte, di cui 4 consecutive. Segue Gilbert a 3, mentre con 2 successi troviamo Merckx, l’olandese Knetemann e lo svizzero Jaermann, che qui negli anni ’90 trovò il suo el dorado. Il recordman di podi insieme a Jan Raas è un altro  olandese che tutti gli appassionati ricordano come essere uno dei più grandi piazzati degli anni ’90, ovvero quel Michael Boogerd, capace di vincere qui nel 1999, prima di realizzare un filotto di podi incredibili: 4 secondi e 2 terzi posti, in 7 edizioni.

Gloria tricolore

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Francesco Moser all’Amstel Gold Race, suo il primo podio italiano in questa corsa

Dagli anni ’90 ai giorni nostri, c’è stata gloria anche per noi.  Il primo podio qui è stato realizzato da Moser, nel 1978 e per vedere il secondo azzurro sul podio dobbiamo attendere il 1991, con Fondriest ancora secondo e ancora dietro un olandese. In venti edizioni dal 1993 al 2012 dove ci fu l’ultima vittoria con Enrico Gasparotto, i podi totali sono stati ben 20, con 6 vittorie, tutti nomi importantissimi per il pedale azzurro delle corse di un giorno, da Zanini che per primo sfata il taboo a Maastricht, a Bartoli, Di Luca, Rebellin, Cunego fino appunto alla vittoria di Gasparotto, 6 secondi posti (fra cui uno di Cassani) e 8 terzi posti, di cui uno di Paolo Bettini, uno dei grandi degli anni 2000 sulle Ardenne, ma che non ha mai trovato esagerato feeling qui in Olanda, pur avendo spesso e volentieri cercato di far saltare il banco lontano dal traguardo.

I grandi protagonisti delle Ardenne

Da quando esistono contemporaneamente tutte e tre le corse (La Liegi è del 1892, la Freccia Vallone del 1936 e l’Amstel nasce invece 30 anni dopo, nel 1966), solo due corridori nella storia sono stati capaci di un numero straordinario, ovvero quello di vincerle tutte e tre nello stesso anno. Il primo a riuscirci è stato un italiano, nel 2004 , Davide Rebellin, all’epoca capitano della Gerolsteiner, domò tutti sui tre traguardi entrando nella storia di questo sport. Ci sono voluti sette anni (è il 2011 storia ancora più recente) per vedere ripetere queste gesta, grazie a Philippe Gilbert, che riuscì in un’impresa ancora più grande, ai 3 successi infatti, va aggiunto pure quello alla Freccia del Brabante, un poker mai riuscito a nessuno e al momento irripetibile. Il grande Merckx invece , coglie 3 doppiette, riuscendo in tempi alterni a mancare il successo  in una delle tre gare, le doppiette sono: 1972 (Freccia/Liegi), 1973 (Amstel/Liegi), 1975 (Amstel/Liegi). Altre doppiette le realizzano Argentin nel 1991 (Freccia/Liegi), Giannetti nel 1995 (Amstel/Liegi), Di Luca nel 2005 (Amstel/Freccia) e Valverde nel 2006 (Freccia/Liegi).

Va sottolineato come la ”corsa della birra”fino agli ’90 proponeva un percorso non difficilissimo che spesso si concludeva con la volata di un gruppo molto numeroso, mentre tra anni ’70 e ’80 si sprecavano le polemiche in una corsa che secondo molti vedeva avvantaggiati in una maniera o nell’altra gli atleti di casa.

I favoriti di domenica

In attesa della start list ufficiale che potete trovare in fase di aggiornamento, a questo indirizzo http://www.procyclingstats.com/race.php?id=149888&c=3 e sul sito ufficiale della corsa http://www.amstelgoldrace.nl/ vediamo quali dovrebbero essere i (tanti per la verità) nomi che dovremmo essere protagonisti domenica.

gilbertmondiale

Philippe Gilbert, sul Cauberg, fece l’attacco decisivo che gli regalò il titolo iridato nel 2012

Sono 4 i corridori che nominiamo come favoriti assoluti per l’Amstel Gold Race di domenica: Gilbert, Kwiatkowski, Matthews e Valverde, ma le alternative, sono davvero tante. Il corridore belga insegue il suo quarto successo qui (che poi sarebbe il quinto, ricordiamo infatti come il Pippo Vallone ha trionfato su questo traguardo nel mondiale 2012), che lo proietterebbe in una ulteriore dimensione di dominatore di queste classiche per gli anni 2010, sarà supportato da un autentico squadrone, oltre ad avere la possibilità di vincere in modi diversi. Il giovane polacco invece, fresco Campione del Mondo, vuole sfatare la maledizione della maglia iridata, che negli ultimi anni ha colpito chi la indossava e una vittoria qui, sarebbe un gran colpo. Anche lui è veloce, ma soprattutto dotato di coraggio, potrebbe essere uno di quelli capaci di inventarsi qualcosa lontano dal traguardo. Poi c’è Matthews. Classe ’90 come Kwiatkowski, fra i 4 nomi citati è sicuramente il più veloce, ma ha dimostrato nell’ultimo anno e mezzo una crescita esponenziale anche sui terreni più complicati e, visto che l’arrivo non è più in cima al Cauberg, dovesse rimanere attaccato al gruppo, sarebbe uomo da battere. L’incognita è, vista la presenza del suo capitano (pur non al meglio) Gerrans, il dover correre in appoggio all’ex vincitore di Sanremo e attuale detentore della Liegi Bastogne Liegi. Ultimo, ma non per questo il peggiore, anzi, quell’Alejandro Valverde, capace di vincere 2 volte la Liegi e 2 volte la Freccia Vallone, che vorrebbe essere il primo spagnolo ad imporsi sul traguardo del Limburgo. Il lungo elenco delle alternative ai 4, comprende: Gerrans, Samu Sanchez, Van Avermaet, Hermans, Bakelants, Vuillermoz, Boom, Rojas, LL Sanchez, Fugslang, Alaphilippe, Meersman, Devenyns, Rui Costa, Jelle Vanendert, Gallopin, Lightart, Impey, Albasini, D.Martin, Langeveld, Hesjedal, Slagter, Navardauskas, Tom Dumoulin (forse la massima speranza per l’Olanda di tornare alla vittoria), Joachim Rodriguez, Keldermann, Sergio Luis Henao, Nordhaug, Poels, Kreuziger (che si impose qui nel 2013 con un’azione da lontano), Mollema, Arredondo, Wegmann, Leukemans, insomma tanti corridori, tutti capaci in modi differenti di poter dire la propria sul traguardo di domenica. (ricordiamo come la Start List a 4 giorni dal via è ancora provvisoria e alcuni corridori come per esempio Sagan o Gerrans sono ancora in dubbio)

Gli Italiani

Al via gli ultimi due italiani vincitori in questa corsa, ovvero Gasparotto (2012) e Cunego (2008), oltre che l’ultimo secondo posto qui, Rebellin (2009), bisognerà sperare di trovare una giornata con gambe strepitose, oltre che tanta fortuna, perché la concorrenza su questo traguardo sarà agguerritissima. Se il quasi 33enne friulano, sarà probabilmente l’uomo di punta della Wanty e avrà secondo noi le sue buone chance di giocarsi la vittoria sia qui che alla Liegi, il discorso per il suo coetaneo veronese e per Rebellin sembra differente. L’ex principe di Cerro, ha sicuramente alle spalle il meglio della sua carriera, mentre Rebellin, con le sue 44 primavere, dovrebbe compiere un’impresa stile Kasai o Bjorndalen, per vincere qui. Ma l’Italia, dovessero essere confermati i nomi che si leggono, presenta una schiera di corridori molto importanti: ci sono i siciliani, da Nibali ai due Caruso fino a Giovanni Visconti. Da Nocentini (spesso tra i migliori nel trittico), a Ulissi (che sarebbe dovuto essere il nostro uomo di punta per queste classiche, ma che fino adesso ha deluso su questi traguardi e i guai a cui è andato incontro lo scorso anno al Giro, hanno prepotentemente falciato la sua crescita), passando per De Marchi, Rosa, Sbaragli, Marcato e Selvaggi. Dagli uomini Bardiani (Colbrelli e Battaglin soprattutto, che lo scorso anno, molto attesi, delusero qui) a quel Fabio Felline nominato per ultimo, ma forse l’attuale realtà più importante per traguardi di questo genere. Le speranze, quindi e i nomi proposti sono moltissimi, ma solo uno, parafrasando una celebre sigla dei cartoni animati, il più forte, (e fortunato aggiungiamo noi), infine vincerà.

Le stellette

***** Gilbert, Matthews, Valverde

**** Kwiatkowski

*** Gallopin, D.Martin, Van Avermaet, J.Rodriguez, Rojas, Gasparotto, Domoulin, Wellens

**J.Vanendert, Meersman, Felline, Poels, Devenyns, Albasini, Navardauskas, Gerrans, Henao, Marcato, Rui Costa, Hermans, Lightart, Leukemans, Boom, LL Sanchez, Keldermann, Langeveld, Slagter

*Samu Sanchez, Vuillermoz, Nocentini, Cunego, G.Caruso, D.Caruso, NIbali, Rosa, Fuglsang, Ulissi,  Herrada, Impey, Kreuziger, Rebellin, Bole, Alaphilippe, Syl Chavanel, Bole, Wegmann, Hesjedal

 

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