Amstel Gold Race 2015: da Mister K. a Cunego, il pagellone della corsa

Il podio della gara di ieri (la foto è tratta dal sito della Movistar)

Ecco voti e giudizi dei corridori protagonisti (e non) della Amstel Gold Race, disputata ieri:

Kwiatkowski 9 Vince in maglia iridata, fatto non banale, ha caratteristiche per vincere in più modi differenti, ma ieri era il turno della volata di gruppo ristretto. Ha classe, ma soprattutto rispetto ad un suo coetaneo più pagato e per molti dotato di maggiori qualità (parliamo chiaramente di Sagan), ha già due vittorie pesantissime in gare in linea, nel suo carnet. Il bello deve ancora venire per questo scorcio primaverile di 2015, sarà infatti uomo da battere anche nel resto delle Ardenne. Se non si adagerà su questi successi, mostrando fame per altre stagioni, potrà fare incetta di grandi classiche, basta che non inizi, come ci sembrava intenzionato un paio di stagioni fa, a pensare ai Grandi Giri: sinceramente lo preferiamo così. Prima vittoria polacca qui.

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L’attacco di Gilbert sul Cauberg, solo un ottimo Matthews gli resiste a ruota (foto tratta da https://twitter.com/cyclingtips)

Matthews 8 Ad ogni gara, ”Bling” sembra crescere sempre di più. Alzi la mano chi lo vedeva sul podio (tutti), ma anche chi lo vedeva come unico corridore capace di stare a ruota di Gilbert dopo la ”menata” sul Cauberg. Viste le punte di velocità capace di raggiungere, diventa cliente pericoloso anche lui su ogni terreno da qui ai prossimi anni e vista la giovane età, ci si aspettano dei duelli entusiasmanti con Kwiatkowski e compagnia. E se domenica si piazzasse anche alla Liegi?

Van Avermaet 7,5 Con tutto quello che gli è successo in settimana (il suo nome fa parte di un elenco di sportivi legati ad un noto dottore belga inquisito per doping ed è stata chiesta una squalifica di 2 anni) e con tutta la fatica fatta in questi mesi tra Sanremo e Classiche sul pavé vederlo ancora davanti coi migliori, capace di sprintare e finire 5° ha qualcosa dell’incredibile. Corridore all’antica, purtroppo, ce ne fosse altri come lui capaci in due settimane di essere presenti tra Fiandre, Roubaix e Ardenne, ne gioverebbe tutto il movimento, e invece chiederanno una squalifica senza nemmeno averlo trovato mai positivo. Quanto masochismo in questo sport.

Valverde 7 E’ arrivato 2° certo. Ma è l’ennesimo piazzamento di una carriera dove con meno indolenza sarebbe stato cannibale dei giorni nostri. Ieri non si può certo dire che la gara l’abbia persa o buttata via, anzi, visto il gruppetto con cui si presenta sul traguardo è un grande 2° posto il suo. Fa rabbia però che un corridore con queste caratteristiche (e presumibilmente questa forma) non provi nulla dopo aver fatto lavorare la squadra, non tenti nessun tipo di mossa d’anticipo, poca fantasia, ma solo l’idea di farsi trascinare in carrozza sin sulla linea: e le primavere passano. E alla Spagna sfugge ancora la vittoria all’Amstel Gold Race.

Rui Costa 7 Miglior risultato per lui qui, capace di sprintare e finire davanti a corridori molto più quotati. Ottima gara la sua e del suo compagno Polanc in fuga tutto il giorno e fra gli ultimi ad arrendersi. Da tenere d’occhio anche lui fra 7 giorni alla Liegi, ma con la speranza che possa correre con meno attendismo e di vederlo giocarsi il tutto per tutto come confà ad un ex campione del mondo.

Alaphilippe 7 Insieme a Kwiatkwoski e Matthews sono gli unici 3 figli degli anni ’90 a trovare spazio non solo nella top ten di giornata, ma in generale tra i 18 che si sono disputati lo sprint finale. Si vede poco (per ordini di scuderia corrono tutti per il polacco) in corsa, lui che ama provare sempre il colpettino, eppure alla fine è lì, capace di tirare fuori dal cilindro uno spunto che lo mette davanti a corridori più forti sulla carta e dal passato/presente luminoso. Se la Francia cerca un uomo per le classiche del futuro lo ha trovato.

Martin T. 7 Si prende in diretta, per motivi di partigianeria, qualche insulto dal sottoscritto per aver deciso (o meglio in ”panchina” hanno deciso per lui) di non collaborare alla fuga promossa da Nibali. Fa male vedere un corridore del genere non tirare e scuotere la testa saltando i cambi o rallentando gli stessi, eppure chi vince non ha mai torto e questa domenica gli Etixx, risultati alla mano, sono stati dalla parte della ragione. Ce lo aspettiamo in fuga domenica prossima alla Liegi.

Gallopin 6,5 Migliore dei suoi (sia per la Lotto che per la Francia), in una delle fasi più alte della propria carriera, evidentemente questo è il suo valore (per la verità alto): piazzato di lusso, ma ancora poco vincente. Per noi si sbloccherà presto in una classica importante.

Clarke 6,5 E’ l’unico a dar manforte all’attacco di Nibali ed è anche l’ultimo ad arrendersi al forcing da dietro della BMC. Tanta qualità per l’ex pistard australiano che si conferma tra i più forti gregari in circolazione.

Wellens 5 Attesissimo qui, non si vede mai e chiude nel gruppetto subito a ridosso dei migliori (vincendo anche lo sprint finale a dimostrazione delle sue qualità). A quando la sua vittoria di peso?

Mollema 5 Lontanissimo dai primi è la fotografia di una giornata pessima per i colori della sua squadra e in generale per il pedale olandese, come lui molto male Slagter (5) e Dumoulin (4,5).

Gilbert 4,5 Cosa dire di lui? La sua squadra è tutta al servizio dell’ex campione del mondo che insegue il quarto successo qui e lui, dopo il forcing sul Cauberg si demoralizza oltremodo per non aver staccato Matthews, va in bambola e non riesce nemmeno ad essere competitivo allo sprint. Un decimo posto finale che nulla dà alla sua luminosa carriera che, a meno di svolte nelle prossime due gare, sembra aver nettamente imboccato il viale del tramonto

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Tom Dumoulin era uno dei corridori più attesi fra gli olandesi al via, deludente invece la sua prova (foto tratta dal twitter della sua squadra)

Olandesi in gara 4 Migliore degli olandesi un classe ’90 (Lammertink, discreta speranza del pedale di casa) di una formazione professional, nonostante al via fossero davvero tanti i pretendenti ad un posto sul podio. In un ciclismo sempre più internazionale, anche loro stanno facendo molta fatica a trovare il corridore su cui puntare. Futuro poco arancione.

Olandesi sulle strade 10 tanto, tanto, tanto pubblico per le strade, per una corsa che è sempre una meravigliosa festa.

Fuggitivi di giornata 6 Van Zyl, Mike Terpstra, Polanc, Gerdemann, Roosen e De Vreese sono i fuggitivi di giornata. Meritano la menzione per il coraggio, ma nulla da evidenziare nella loro corsa, molto lineare.

Tanti italiani al via, poca gloria

Nibali 7,5 Ci prova con un attacco fantasioso che è il suo marchio di fabbrica e che lo ha fatto conoscere a tutti in queste stagioni da professionista. Il vincitore del Tour de France 2014, non ha speranze in un eventuale sprint ristretto e gioca bene le sue carte con una stoccata da lontano. Grinta, carattere e fantasia, qualcosa di sconosciuto a molti altri in gruppo. E se Rosa non fosse scivolato, chissà. Ci riproverà domenica alla Liegi.

Gasparotto 7,5 Ultimo italiano vittorioso qui e in generale nelle classiche di primavera, sa benissimo come si corre questa corsa e infatti è sempre attento lì davanti, ben coperto dai suoi compagni di squadra, in particolare dal gigante e sempre generoso Selvaggi (voto 7). Nel finale è fra i più brillanti sul Cauberg, ma nulla può contro avversari più forti in volata, andando però a cogliere una importante top ten classifcandosi come migliore degli italiani. Nelle prossime due gare potrà ripetersi, bravo.

Sbaragli 7 Figlio di quella classe 1990 che tanto sta facendo parlare grazie al polacco vincitore di questa corsa, il 25enne toscano dimostra ancora una volta di essere atleta eclettico e in grande crescita, ripagando la fiducia che il suo team sta riponendo su di lui. E’ quarto fra gli italiani al traguardo, arriva secondo nella volata del primo gruppo inseguitore, 20° al traguardo e 4° fra gli atleti nati dopo il 1990, bel prospetto.

Nocentini 7 e Giampaolo Caruso 7 Dai giovani ai meno giovani, i due portacolori di AG2r e Katusha, sono i migliori al traguardo delle rispettive squadre e dimostrano entrambi di avere la gamba tirata a lucido per continuare ad essere competitivi anche in questa primavera, nonostante la carta d’identità segni 37 anni per il toscano e 34 per il siciliano.

Rosa 6,5 Classe e grinta, e anche un gran motore. Stiamo imparando da un paio di stagioni a conoscere questo ragazzo, salito tardi sulla bicicletta, ma che rischia di essere un nome importante del nostro ciclismo da qui ai prossimi anni. Ieri senza quella scivolata rischiava di mandare in porto un clamoroso attacco da lontano, lo attendiamo con altre prove di sostanza da qui al Giro.

Felline 5,5 Una delle delusioni di giornata, corre troppo indietro per tutta la corsa e si fa sorprendere sull’ultimo passaggio sul Cauberg, non riuscendo ad agganciare il gruppo di testa e concludendo con un deludente 30esimo posto che nulla aggiunge alla sua ottima stagione. Da rivedere nelle grandi classiche.

Cunego 5 Il suo qui lo ha già dato (ha vinto oramai 7 stagioni fa), ma quando ad inizio corsa i suoi si sono messi a tirare in testa al gruppo, qualcuno ha pensato fosse perché il 33enne veronese si potesse trovare di nuovo in una di quelle giornate, ma lui toglie subito i dubbi uscendo nel finale dalla scena che conta.

Bardiani 4 I verdi dei Reverberi, si mostrano in gruppo solo per la maglia che luccica, perché le gambe purtroppo sono poche e i piazzamenti finali non sono degni della caratura di alcuni corridori ritenuti tra le massime speranze del pedale italico (Colbrelli 107°, Battaglin 108°, Barbin 111°, Zardini 126°, ritirati gli altri 4). Per la Bardiani è la seconda stagione consecutiva in cui il flop al Nord è evidente. Adesso subito Trentino e poi Giro d’Italia per riscattarsi, ma è un vero peccato vedere Colbrelli, Battaglin e soci, prendere paga in corse adatte alle loro caratteristiche. Ma è tutta esperienza.

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