Amstel Gold Race 2015: Se la beve tutta Kwiatkowski

Copertina da favola, con l'iride di Kwiatkowski davanti a tutti (foto presa dal twitter della Etixx)

La 50^ edizione della Amstel Gold Race, che se non fosse stato per un coraggioso attacco di Nibali a 30 km dall’arrivo, poi spentosi una quindicina di chilometri dopo per mancanza di collaborazione, avrebbe vissuto un lento quanto lineare copione sino all’ultimo passaggio sul Cauberg, premia un grandissimo Kwiatkowski, 4° atleta nella storia ad aver vinto questa corsa in maglia iridata. Il 24enne corridore polacco così, oltre a  sfatare la ”maledizione della maglia iridata”, conferma di essere uno dei corridori più completi e scaltri del gruppo. Scollinato con qualche metro di distanza da Gilbert e Matthews, sui quali subito dopo la vetta del Cauberg si era ricongiunto Valverde, dimostra al termine di una corsa resa dura solo dalla tattica Astana, di avere anche lo spunto veloce per battere un gruppo di 18 corridori, confermando che quando conta, lui c’è. 11^ vittoria in carriera per lui, che in un colpo solo, salva un inizio di stagione difficile nelle grandi classiche per la sua Etixx. Intendiamoci, i podi sono arrivati per lo squadrone belga, Terpstra 2° al Fiandre e Stybar piazzato alla Roubaix, inchinati solamente ai dominatori di quelle rispettive giornate, ma quello del polacco, nella Amstel Gold Race 2015 è una manovra che dà una netta svolta alla stagione della sua squadra e lo proietta come uomo da battere verso Freccia Vallone e Liegi Bastogne Liegi, dove potrà fare luccicare ulteriormente la sua livrea iridata. Grande sconfitto di giornata Phiippe Gilbert che mette i suoi compagni di squadra a bloccare ogni azione nel finale: D. Caruso nel tentativo di Nibali, che fa da stopper in maniera particolare, abbattendo, involontariamente si capisce, un grandissimo fino a quel momento Diego Rosa, Dillier ad inseguire Simon Clarke, Van Avermaet che poi sarà il migliore dei suoi nello sprint, a stoppare Fuglsang (secondo noi poteva collaborare), prima di sganciare Hermans con un attacco velleitario sulle prime rampe del Cauberg. Proprio sul Cauberg l’azione di Gilbert non si concretizza del tutto, non resta da solo come 12 mesi fa e anzi, il suo compagno d’avventura è il peggiore che gli poteva capitare, quel Micheal Matthews sempre più a suo agio su questi percorsi, i due scollinano con pochissimi metri su Valverde, si riguardano, rientra lo spagnolo, rientra Kwiatkowski e poi rientrano tutti gli altri per una volata che è ormai nota. Per Gilbert, un decimo posto finale che  risulta una delusione a 360°, visto poi come ha lavorato la sua squadra, tutta unita per il suo condottiero. Sul podio con un grande Kwiatkowski, l’onnipresente Valverde, come pochi mesi fa a Ponferrada, mentre con loro al terzo posto, Michael Matthews, il quale forse chiede troppo alle sue gambe per restare appeso alla rasoiata di Gilbert sul Cauberg e arriva nel convulso finale senza la forza necessaria per imporsi allo sprint, pur essendo probabilmente il più veloce. Restano invece ai piedi del podio Rui Costa, Van Avermaet (grande piazzamento nei 5 anche qui dopo i podi nel Fiandre e alla Roubaix), Gallopin, Alaphilippe (attenzione, sempre più in crescita a breve sarà uomo da tenere d’occhio nelle classiche). Con un ottimo Enrico Gasparotto, 8°, sempre nel vivo della corsa, brillante sul Cauberg e che adesso sposterà i suoi obiettivi tra Freccia Vallone e Liegi Bastogne Liegi, dove inseguirà anche lì un piazzamento da prime 8 posizioni. Chiudono la top ten Paterski e Gilbert, mentre da sottolineare gli ottimi piazzamenti  di Nocentini e Giampaolo Caruso (12° e 13°) presenti nel gruppo che si è giocato la vittoria e Kristian Sbaragli, 20° e sempre più in crescita, dimostrando di non essere solo un semplice velocista. kwiatkDa sottolineare che, oltre a Kwiatkowski (1° a Ponferrada e 1° qui) e Valverde (3° a Ponferrada, 2°qui) ripetono la top ten come nella gara iridata di pochi mesi fa, anche Van Avermaet e Gallopin, che finirono anche quel giorno rispettivamente al 5° e 6° posto e Gilbert 10° oggi 7° nel mondiale spagnolo, a dimostrazione che su questi percorsi i più forti sono sempre loro, anche se la posta piena la porta a casa il polacco. Se due indizi non fanno una prova, vedremo cosa succederà nelle prossime gare; appuntamento infatti fra 3 giorni con la Freccia Vallone, dove si dovrebbe rinnovare la sfida tra Kwiatkowski, Valverde e Gilbert, prima del gran finale delle classiche di primavera con la Liegi Bastogne Liegi di domenica prossima.

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