Francia vs Italia: confronto nelle 3 grandi corse a tappe

Poco meno di un anno fa, il siciliano Vincenzo Nibali, conquistando l’edizione numero 101 del Tour De France, portava a compimento una delle più importanti imprese dello sport italiano, avaro se non per poche eccezioni, di grosse soddisfazioni a livello planetario. La vittoria del trentenne messinese, diventa uno specchio per le allodole per le due ruote italiane, che dietro al forte corridore in forze attualmente all’Astana, rischia di vivere un vero e proprio buco generazionale di talenti, nella corse a tappe, se si fa eccezione del suo compagno di squadra Aru, ma soprattutto di vittorie importanti. Au contraire, come direbbero invece i nostri (a volte poco) amati cugini transalpini, la Francia, pur essendo ancora alla ricerca di quella vittoria pesante che manca da ormai troppi anni, sembra oramai pronta a riunirsi al tavolo imbandito delle grandi vittorie, con una serie molto interessante di virgulti, pronti a sbocciare. Prima di analizzare questi nomi dell’una e dell’altra nazione, vediamo nel dettaglio un po’ di numeri:

Ultima vittoria francese al Tour De France:

1985 Hinault, francesi che in 11 edizioni dal 1975 fino al 1985 vinsero 9 volte, 5 volte con Hinault, 2 con il compianto Fignon e 2 volte con uno dei primi rei confessi della storia del ciclismo ovvero Bernard Thévenet

Francesi che dunque non vincono la loro corsa, la ”Grand Boucle” da ben 30 edizioni e quest’anno scocca proprio il trentennale da quell’ultima vittoria, chissà…

In precedenza i due più lunghi digiuni dei padroni di casa furono sempre di sette edizioni, tra il 1912 e il 1922 (Garrigou e Pelissier, non furono disputate le edizioni tra il ’15 e il ’18) e sempre sette edizioni tra il 1968 e il 1974, con la vittoria nel 1975 proprio di Thévenet

nibali

Ultima vittoria italiana al Tour de France

Grazie alla regale galoppata del siciliano trapiantato in toscana, l’Italia interrompe il digiuno dal primo posto della più importante gara a tappe del mondo, dopo 16 anni  dal trionfo del Pirata, che a sua volta interrompeva la più lunga striscia negativa per i nostri colori (33 anni dall’ultimo successo con Gimondi nel 1965)

Ultimo podio francese al Tour de France

E intanto un primo taboo è abbattuto: nel 2014 infatti, grazie ad un vecchietto che non ti aspetti ( l’ex biker Jean-Cristophe Peraud) e ad uno dei francesi più interessanti del panorama (Thibaut Pinot) i francesi tornano sul podio dopo 17 anni dall’ultima volta (Virenque 1997 dietro Ulrich), ma per vederne due sfilare sugli ChampsÉlysées, bisogna tornare indietro di 20 anni a quell’edizione del 1984 dove un podio regale vide Fignon davanti ad Hinault, con l’americano Lemond a chiudere 

Ultimo podio italiano al Tour de France

Prima della vittoria di Nibali lo scorso anno, fu lo stesso ”squalo di Messina” a regalare il ritorno sul podio all’Italia (3° nel 2012 dietro la coppia britannica della sky Wiggins-Froome) 7 anni dopo il secondo posto di Ivan Basso in uno dei Tour tolti e non più riassegnati, a Lance Armstrong, quello del 2005

Ultima vittoria francese al Giro d’Italia

fignon

il compianto Fignon esulta al traguardo in maglia rosa

26 anni fa (1989) l’ultima vittoria francese con Laurent Fignon, anche in questo caso è il loro digiuno più lungo da quando nel 1960 Jacques Anquetil fu il primo francese a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro

Ultima vittoria italiana al Giro d’Italia

Grazie a Vincenzo Nibali, l’Italia non deve guardare molto indietro per trovare l’ultima vittoria in casa, è infatti del 2013 l’affermazione del siciliano. Per trovare il digiuno più lungo di vittorie bisogna restare fra gli anni 1970 e 1974 e sempre 5 edizioni fra il 1992 e il 1996

Ultimo podio francese al Giro d’Italia

La revoca del titolo di Alberto Contador nel 2011, regala alla Francia, un podio storico, con un altro ex biker, ovvero l’ottimo scalatore John Gadret che anche se postumo porta i transalpini sul podio a 21 anni di distanza dal secondo posto di Charly Mottet

Ultimo podio italiano al Giro d’Italia

Così come per la vittoria, anche per l’ultimo podio italiano non serve tornare troppo indietro, lo scorso anno infatti Fabio Aru, autentica speranza del ciclismo italiano, conquista un fantastico, quanto sorprendente terzo posto alle spalle dei colombiani Quintana e Uran. Peraltro i podi senza italiani in questa corsa, sono davvero pochi, scorrendo all’indietro l’albo d’oro li contiamo esattamente sul palmo di una mano: 2013, 1995, 1988, 1987, 1972.

Va però puntualizzato come quasi sempre nella storia, il campo partenti del Giro è stato inferiore qualitativamente al Tour, e nella corsa lungo la penisola, i corridori nostrani hanno sempre, tranne rari casi (vedi il Nibali delle ultime due stagioni), puntato tutta una stagione o una carriera

Vediamo il comportamento di francesi e italiani in quella che è considerata per storia e qualità la terza gara a tappe come importanza, ovvero la Vuelta a España

Ultima vittoria francese alla Vuelta

Tra le tre grandi corse a tappe è quella che i francesi sono riusciti a vincere più recentemente, anche se mai come in questo caso l’avverbio di tempo sembra più un eufemismo: è infatti del 1995 l’ultimo sigillo transalpino con quello che viene considerato l’ultimo grande ciclista tricolore: ovvero quel Laurent Jalabert che iniziò la carriera da velocista per poi affermarsi come ”uomo per tutte le stagioni”. Paradossale quindi che sia stato un ex velocista l’ultimo a vincere un GT per i colori francesi

Ultima vittoria italiana alla Vuelta

Anche qui come negli altri due GT è Vincenzo Nibali l’ultimo italiano ad aver scritto il proprio nome nell’albo d’oro, la sua vittoria è del 2010 e arriva esattamente 20 anni dopo l’ultimo successo targato Italia, grazie a Giovanetti (1990), in una corsa come quella spagnola, spesso snobbata dai nostri colori (almeno per quanto concerne la lotta per la classifica finale) e che ha visto oltre queste due affermazioni, altre sole tre vittorie (Battaglin 1981, Gimondi 1968 e Conterno 1956)

Ultimo podio francese alla Vuelta

L’ultimo podio transalpino corrisponde alla vittoria già citata di ”JaJa”, in precedenza l’ultimo francese a finire nella top three è stato Laurent Fignon nel 1987

Ultimo podio italiano alla Vuelta

Se tra i francesi gli ultimi record toccano quasi sempre i soliti due nomi (Fignon e Hinault) in Italia invece è Vincenzo Nibali ad aggiornare tutti i migliori risultati di casa nostra, è infatti suo anche l’ultimo podio azzurro in Spagna, nel 2013 quando fu battuto per pochi secondi, tra la sorpresa generale, dal quarantenne americano Chris Horner. La curiosità è che, se escludiamo le vittorie già citate, gli unici altri podi italiani sono stati nel 1936 Bertola (3°) e nel 1958 Fornara (2°)

Doppiette e triplette francesi e italiane

Se invece facciamo il conto di doppiette, triplette o triple corone come chiamate in altri ambiti, sono due gli italiani capaci di vincere almeno una volta tutti e tre i Grandi Giri ( o GT, Grand Tours), ovvero Gimondi che ha il merito di scrivere il suo nome in tutte e tre le corse pur avendo corso nell’epoca del cannibale Merckx e il regolare, quanto forte e caparbio Nibali. Tripletta che non riesce a Pantani il quale però si può fregiare del titolo di essere stato l’ultimo a fare doppietta Giro-Tour nello stesso anno. Mentre Battaglin nel suo anno di grazia 1981, riuscì nella grande impresa di vincere Giro e Vuelta. Doppiette riuscite in altra epoca invece agli immensi Coppi e Bartali capaci rispettivamente di portare a casa 2 Tour e 5 Giri e 2 Tour e 3 Giri e a Gastone Nencini che vinse il Giro nel 1957 e il Tour nel 1967

Tra i francesi appare quasi scontato sottolineare come la tripletta sia riuscita ben due volte a Hinault, per molti il più grande ciclista francese di ogni epoca, vincitore di 5 Tour, 3 Giri e 2 Vuelta, con la doppietta  Tour -Vuelta nel 1978 e addirittura due volte l’accoppiata Giro-Tour nello stesso anno (1982 e 1985) e a Jacques Anquetil con un totale di 5 Tour, 2 Giri e 1 Vuelta, con le accoppiate Vuelta-Tour nel 1963, e Giro-Tour nel 1964. Appartengono alla  categoria di corridori capaci di vincere due GT invece Pingeon (Tour ’67 e Vuelta ’69) e Fignon (due tour e un giro)

Il presente per i Grandi Giri

Venendo al presente quindi e analizzando brevemente quali sono le speranze tra i cugini italiani e francesi di vincere un GT nel presente e nell’immediato futuro, vediamo come un po’ a sorpresa i transalpini provino a mettere la freccia sui corridori di casa nostra (NIbali escluso come doverosa premessa ad inizio articolo), lanciando quella che è sicuramente una giovane nidiata di corridori interessantissimi:

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Tour 2014: Peraud, Bardet e Pinot, davanti a NIbali in maglia gialla, il ciclismo francese sogna il ritorno alla vittoria

In casa Francia tutte le speranze da qui ai prossimi anni sono riposte principalmente su tre nomi: Thibaut Pinot (’90) Romain Bardet (’90) e Warren Barguil (’91) se il primo è riuscito grazie al podio al Tour in compagnia di Peraud, a far tornare la Francia sul podio dopo tanti anni, il secondo e il terzo corridore di questo breve elenco sembrano avere tutte le carte in regola (leggasi qualità soprattutto in salita, ma anche doti da attaccanti) per prendersi quell’agognata vittoria che manca ormai dalla Vuelta di Jalabert del 1995, ma se per quest’anno sembra proibitivo il discorso Tour (che dovrebbe vedere al via tutti i grandi protagonisti delle corse a tappe), la loro attenzione, soprattutto per Barguil potrebbe essere spostata alla Vuelta che come caratteristiche sembra molto più vicina al talento bretone, se non per la vittoria (forse è ancora presto) almeno per il podio

Diverso il discorso di Pierre Rolland, il quale continua a vivere una carriera molto altalenante. L’ormai quasi 29enne di Gien , può essere definito  come il capostipite della nouvelle vague francese, ma fin’ora ha toppato ogni volta che è stato chiamato in causa, anche se lo scorso anno al Giro è stato indubbiamente uno dei protagonisti, sempre all’attacco, con un modo di correre che purtroppo definiamo all’antica, fatto di attacchi da lontano e di tattica a volte scellarata, ottenendo con il quarto posto, il miglior risultato in un GT.

In casa Italia invece, tolto Nibali, è sul suo compagno di squadra Aru (’90) che fondiamo tutte le speranze per le corse a tappe. Il 24enne sardo, ex biker, dopo il terzo posto al giro, ha rischiato clamorosamente di bissare il podio, andandoci molto vicino nella Vuelta vinta da Contador, protagonista in salita e vincitore anche di una tappa, scattando ”in faccia” a numerosi campioni come appunto il madrileno pluridecorato, come Valverde e come Purito Rodriguez. Dietro Aru si affaccia qualche giovane, su tutti quelli che potrebbero in futuro dare una garanzia per le classifiche finali sembrerebbero al momento Villella (’91) e Formolo (’92) ma va ricordato come il primo ha preso parte solo una volta ad un Grande Giro, ritirandosi dopo poche tappe, mentre il secondo non ha ancora gareggiato in una corsa a tappe di tre settimane. Dietro di loro si attende l’esplosione di altri corridori come ad esempio Mattia Cattaneo (’90) la cui crescita è stata bruscamente interrotta per un grave infortunio patito qualche stagione fa, ma che già quest’anno al Giro vorrà dimostrare che tutte le buone parole spese su di lui, non sono state gettate al vento. Da seguire quest’anno con interesse Diego Rosa (’89), terzo uomo per l’Astana, dietro i già citati Nibali e Aru, per fare classifica nei Grandi Giri, il vecchio indomabile Scarponi e il sempre regolare Domenico Pozzovivo

 

 

 

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