Giro delle Fiandre 2015: le pagelle

Giro delle Fiandre 2015: le pagelle, Benoot promosso, Sagan rimandato, Thomas bocciato

Kristoff 10 Dopo il ritiro del mitico Thor Hushovd, la Norvegia, popolo di sciatori, sembrava dovesse puntare tutto sul talento ancora inespresso di Boasson Hagen e invece da un paio di stagioni a questa parte, chiunque voglia vincere una grande classica o una tappa in volata o anche la gara in linea del Campionato del Mondo, deve fare i conti con Alexander Kristoff. Il 27enne di Oslo ieri ha conquistato la sua seconda Monumento, vincendo come solo i grandi di questo sport, senza aspettare la volata come si poteva credere alla vigilia, ma cogliendo il momento giusto, attaccando in una fase interlocutoria, mantenendo il vantaggio in pianura per poi battere il suo malcapitato compagno di fuga. E fra 6 giorni sul pavé della Roubaix, partirà come assoluto favorito e potrebbe cogliere la terza Monumento in due stagioni. Come si dice ”complimenti” in norvegese?

Benoot 9,5 Ci si aspetta Kueng, si attende l’esplosione di Flakemore o Ewan (i tre per la precisione non al via in questa gara) e perché no del nostro Bonifazio. Ma il nome nuovo del ciclismo che corre sulle pietre (anche se a detta di molti questo ragazzo va forte pure su altri terreni) è quello di Tiesj Benoot, classe ’94 che a soli 21 anni e alla prima partecipazione, porta a casa uno stupefacente 5° posto. Alla memoria di tutti gli appassionati, viene in mente un suo connazionale che 13 anni fa, con 22 anni ancora da compiere, fece 3° in una Parigi Roubaix. Noi gli auguriamo di raggiungere solo la metà dei successi del belga di Mol, del quale potrebbe davvero e in tempi brevi, se quello visto ieri è solo un assaggio, raccoglierne la sua pesantissima eredità.

Terpstra 7,5 Negli ultimi 4 Fiandre disputati, ottiene due sesti e un secondo posto. Alla Roubaix domenica vorrà provare a bissare il successo dello scorso anno. Intanto il buon Niki Tersptra cresciuto di stagione in stagione, con l’assenza di Boonen, si guadagna sul campo la fiducia e i galloni di capitano della Etixx. Per concludere, non c’è ragione di pensare che non avrebbe dovuto collaborare con Kristoff fino alla fine: un podio nel Giro delle Fiandre è sempre qualcosa da ricordare per sempre.

Greipel 7,5 Di velocisti come lui, ne vorremmo avere di più in corsa. A volte la sua condotta può sembrare folle, scriteriata, ma il Gorilla di Berlino non riesce proprio a starsene tranquillo in gruppo. Quando vede Fiandre e Roubaix, ci prova sempre da lontano, forse spreca troppe energie, ma almeno, a differenza di molti altri corridori, non lascia mai nulla di intentato. La sua Lotto quest’anno, sembra rinata dopo un po’ di stagioni sottotono e lui può essere davvero il condottiero sempre all’attacco di un gruppo di giovani virgulti che si faranno amare dal pubblico, se conosceranno anche solo la metà della grinta del campione tedesco. Ieri, oltre ai continui attacchi, è lui che si incarica di provare l’inseguimento alla coppia che poi si giocherà la volata finale e nonostante fosse esausto, va anche a vincere lo sprint per il 15° posto. Niente male. E pensare che c’è gente con meno classe, grinta e cuore che vanta nel proprio palmares alcune Monumento, ma è il ciclismo signori.

Degenkolb 7 Primo alla Sanremo due settimane fa, settimo ieri confermando di correre alla Freire: ovvero nascosto fino al momento giusto in attesa di sfoderare il suo colpo in volata. In crescita sui muri e già forte sul pavé, domenica alla Parigi Roubaix potrebbe essere un testa a testa fra lui e Kristoff. Unica nota negativa, la condotta della sua squadra: in attesa di scalare le ultime due asperità di giornata infatti, né De Kort né Waeytens danno una mano al gruppo per cercare di ricucire sulla coppia di testa, forse lo stesso ex baffetto tedesco, non si aspettava di avere la possibilità di giocarsi fino in fondo le sue chance in una gara dura come il Fiandre.

Stybar 7 Stopper di altri tempi, nonostante fino a 30 km dall’arrivo fosse una delle due punte della belga Etixx. Riesce il gioco di squadra, perché lui è scaltro e intelligente, o forse anche perché come sostengono in molti, è un gran succhiaruote. In 8 Monumento, nella sua breve carriera su strada, è finito 4 volte nei 10, ma gli manca ancora quel guizzo per salire sul podio. Prossimo appuntamento: velodromo di Roubaix.

Elmiger 7 Sornione, il campione svizzero, prova a salvare la baracca di una IAM Cycling che troppo presto vede svanire le speranze a causa di uno Chavanel  ormai passato di moda. A 36 anni rientra nella top ten di una Monumento, 6 anni dopo il 9° posto proprio qui al Fiandre, lui che in passato riuscì a finire nei dieci anche un Giro di Lombardia. Sicuramente ieri insieme al giovane Benoot, è stato il nome più a sorpresa nei 20/25 davanti che si sono giocati la gara. Lo vedremo anche domenica prossima lottare per queste posizioni?

Bak 6,5  Una vita spesa all’attacco per i suoi capitani e a volte si è anche riuscito a togliere qualche bella soddisfazione. Ieri, in appoggio ai suoi capitani, è stato temerario e con la gamba che sta dimostrando e le caratteristiche da locomotiva che si porta dietro, può essere un uomo a sorpresa per la Roubaix di domenica prossima.

Gaudin 6,5 In una giornata in cui i francesi per l’ennesima volta hanno faticato oltre modo, lui almeno ci prova da lontano ed è l’ultimo a resistere al ritorno dei migliori. Lui che in carriera ha fatto un 5° alla Roubaix un paio di stagioni fa è l’unico transalpino che ha strappato la sufficienza. E meno male che stavano tornando.

Sagan 6,5 Ci sentiamo di assolverlo questa volta, perché forse questo 4° posto, vale più di altri piazzamenti di cui la sua carriera sta iniziando a gonfiarsi in maniera significativa. Imperdonabile non essere riuscito a seguire Kristoff e Terpstra in quell’attacco in pianura, ma corre sempre senza squadra (peggio che con la Liquigas/Cannondale) e nel finale, un’altra volta, non ha la forza per sprintare, relegato al 4° posto dal belga Van Avermaet, dopo essersi dimostrato il più forte sull’ultimo muro di giornata. Sbaglia spesso i tempi, ma l’età è ancora dalla sua.

Boom 6,5 A vederlo in televisione sembrava avere una gamba da tempi d’oro. Risulta, alla resa dei conti, inspiegabile il comportamento della sua Astana che con un Boom così e altri due compagni nel gruppo dei migliori, decide di disinteressarsi dell’inseguimento, per poi provare nel finale un piccolo attacco per conquistare una top 5 che non aggiunge molto al pedigree del crossista olandese. Il sesto posto di ieri è comunque il suo miglior risultato qui.

Oliveira 6,5 Una delle sorprese ieri, per poco non si aggancia al dinamico duo, invece gli mancano quei pochi metri per involarsi verso la gloria. Di certo fa effetto vedere un portoghese così a proprio agio su queste strade e il 20° posto qui, è il suo miglior risultato in una grande classica. Tenendo conto che ha compiuto da poco 26 anni, è atleta da tenere decisamente d’occhio per gli anni a venire.

Roelandts 6,5 Fra gli Outsider più quotati prima del via, supportato da una squadra in grande forma, se ne sta nascosto fino alla fine per poi raccogliere un 9° posto che non aggiunge moltissimo alla sua comunque onorevole carriera. Da capire se la gamba non era eccezionale o se proprio ha impostato così la gara, perché noi personalmente preferiamo il Roelandts attaccante, come alla Gand di 8 giorni fa.

Van Avermaet 6 Un voto così basso per un podio al Fiandre? Siamo pazzi direte voi. Ma guardate il palmares e noterete che si tratta dell’ennesimo piazzamento, per un atleta che alla soglia dei 30 anni rischia di farsi sfuggire di mano una carriera che gestita in altro modo (e forse anche con un po’ più di fortuna) sarebbe potuta essere sui livelli dei grandissimi della specialità. Il Sagan Belga?

Lutsenko 6 22° posto all’esordio in questa corsa, per il classe ’92 ex campione under 23, con anche la visibilità data a lui e alla sua squadra per alcuni chilometri dove ha provato a far saltare il banco, non è cosa da molti. Da tenere d’occhio per il futuro, quello che da anni è considerato l’erede di Vinokurov. Ci riproverà alla Liegi.

Gli altri fuggitivi della prima ora 6 Oltre ai due già citati una menzione va anche per i bravissimi Frapporti, Groenewegen, Matzka, Brammeier e lo sfortunato Sergent, vittima della scelleratezza del cambio ruote shimano, in una storia che ormai è nota a tutti, anche a chi non segue il ciclismo.

Devolder 5,5 Capitano della Trek e unico in gara ad aver già vinto questa corsa, si fa vedere sul Koppenberg, ma è un fuoco di paglia. Nel finale resta attaccato con lo sputo e concluderà con un tutto sommato onorevole 13° posto che poco aggiunge a chi qui ha trionfato ben due volte.

Demare 5,5 Migliore dei francesi al traguardo, (23° che è comunque il suo miglior risultato in un Fiandre) fora in un momento poco opportuno (dietro non c’erano i cambi ruote) e perde l’attimo decisivo per rimanere attaccato ai migliori. Se vuole diventare competitivo in questa gara, deve ancora migliorare parecchio sui muri fiamminghi, tenendo considerato però che si tratta di un atleta del 1991, il futuro gli potrà dare ragione.

Debuscherre 5,5  Da il là, nel secondo passaggio sull’Oude Kwaremont, alla bagarre (per la verità poca) dei migliori. Chiude 25° (miglior risultato anche per lui qui), ma forse ci si aspettava potesse rimanere con il gruppo dei più immediati inseguitori, potendo contribuire in questa maniera alla causa della sua Lotto.

Thomas 4,5 Era uno dei favoriti della vigilia ed è anche una delle due grandi delusioni di questa gara. La sua Sky tira per tutta la gara, manda all’aria le gambe di molti e lui perde colpevolmente l’attimo dell’allungo di Terpstra e Kristoff andando a chiudere ultimo il gruppetto dei più immediati inseguitori, per un misero 14° posto. Fra 6 giorni dovrà rifarsi alla Roubaix, ma è evidente, come detto giorni fa qui, che la pressione si è fatta decisamente sentire.

Vandenbergh 4,5 4° lo scorso anno, il gigante belga in questa edizione lo si nota solo per una caduta nel finale.

Wiggins 4 Anche lui lo si nota solo per una caduta (e per l’ennesima bici scaraventata a terra). Con questo atteggiamento difficilmente potrà essere protagonista alla Roubaix, corsa che vedrà la fine della sua carriera su strada. Con la classe che ha però siamo sicuri che saprà resettare tutto e provare il numero da campione domenica prossima, sul pavé francese.

Vanmarcke 3  è l’altra grande delusione di giornata. Non sappiamo cosa gli sia successo, ma vedere un corridore della sua classe alzare bandiera bianca a 20 metri dal ricongiungimento coi migliori, non è stato un bel momento per gli appassionati. Da riflettere anche per la sua squadra il fatto di averlo lasciato solo da subito per l’ennesima volta. Un consiglio? Se vuole vincere una benedetta monumento, cambi squadra o chieda garanzie di diverso tipo per il prossimo anno.

Cambio ruote Shimano -2  Due ciclisti mandati all’ospedale, per fortuna senza gravi conseguenze per loro. Poco altro da aggiungere

 E gli italiani?

bandiera italianaPozzato 6,5 In alcuni momenti sembra pimpante come quello dei bei giorni. Quel Pippo Pozzato che in carriera ha portato a casa una Milano Sanremo e ha sfiorato un paio di volte la vittoria al Fiandre e alla Roubaix. Magro e tirato, il buon Pippo, mette il muso davanti, corre in scia ai migliori e solo nel finale mostra qualche limite di condizione, faticando ad effettuare lo sprint per il settimo posto. Chiude 12°, ma avvisa tutti che domenica alla Roubaix, vorrà essere protagonista.

Oss 6 Ancora una volta il migliore italiano al Fiandre. DImostra la sua affinità con le pietre, ma purtroppo nel finale si spegne, vittima anche di un gioco di squadra che lo vede lavorare per il suo capitano GVA che alla fine però raccoglierà ”solo” un terzo posto. Forse la gara di domenica prossima in Francia sarà più adatta alle sue caratteristiche. L’impressione comunque è che un giorno, una di queste corse, potrà finalmente portarla a casa.

Marcato 6 Dopo i difficili anni in casa Cannondale, torna in ”patria” (Marcato ha corso una vita fra belgio e olanda) e riesce a rimanere agganciato nel finale al gruppo dei migliori. Arranca nelle fasi decisive, dopo aver provato anche lo scatto del fagiano sul Taaienberg. Purtroppo per lui però, gli manca sempre quel qualcosa per cogliere il grande risultato.

Cimolai 5,5 L’attacco sull’Oude Kwaremont risulta purtroppo un fuoco di paglia, ma il 26enne pordenonese dimostra di avere coraggio e un giorno tutta questa esperienza potrà servire. Voto sotto la sufficienza perché ha qualità da vendere e lo ha già dimostrato.

Paolini 5 Arriva dalla splendida vittoria alla Gand-Wevelgem e la regia gli dona una marcatura speciale, inquadrando spesso la sua particolare condotta che lo vede sempre in coda al gruppo a risparmiare energie fisiche e mentali. Nelle fasi decisive, dopo aver corso per coprire il suo capitano Kristoff, si fa da parte e sposta il prossimo appuntamento anche lui alla Parigi-Roubaix di domenica prossima.

Trentin 5 Nessuno potrà dire cosa sarebbe successo senza la caduta sul Koppenberg. In giro si leggevano notizie che la Etixx avesse scelto lui come terza punta dietro Stybar e Terpstra. Di certo questo risultato poco lusinghiero per un corridore della sua classe, lo potrebbe far ritornare nei ranghi (leggasi gregario da lontano) per le prossime corse. Noi siamo con lui perché abbiamo estrema fiducia nei suoi mezzi e siamo convinti che nel prosieguo della sua carriera, ci farà gioire per altri risultati pesanti.

 

 

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