Giro d’Italia, 20^ tappa: Aru bis, Contador vince il Giro

Ancora una volta una tappa entusiasmante a questo Giro. Ancora una volta, la scelta di piazzare la salita più dura di giornata come penultima asperità, si rivela fortunata. Ed è così che, la Saint-Vincent-Sestriere di 199km, si chiude con il botto, con il meraviglioso scenario del Colle delle Finestre con i suoi 8km in sterrato, che mandano in crisi Contador, il quale, con la sua classe, con la testa e grazie anche ad un ritardo proibitivo dei suoi rivali più vicini (Aru e Landa), salva il suo Giro sul più pedalabile Sestriere. La tappa vive la solita lunga fuga di giornata, dove l’ultimo ad arrendersi è il russo Zakarin, nel gruppo invec, è Mikel Landa a 4 km dalla conclusione a mandare all’aria le gambe del fuoriclasse spahnolo. In vetta alla Cima Coppi di questa edizione, Landa transita di poco centimetri davanti a Zakarin (opionione personale, Landa doveva lasciare a Zakarin la vittoria della Cima Coppi, per poi poter sfruttare il suo aiuto in discesa e nel falsopiano che portava fino agli ultimi chilometri della salita finale, invece facendo così, il russo si indispettisce e non gli darà più un cambio fino a quando l’Astana deciderà che Landa dovrà rialzarsi ed aiutare Aru a vincere la tappa), più indietro di una cinquantina di secondi, il solito incredibile Hesjedal, con Kruijswijk, un ritrovato Uran e Aru a pochi metri agganciato con la forza della grinta e della classe, ma dimostrando ancora una volta di soffrire più del dovuto le pendenze più severe. La notizia del giorno però, è il crollo di Contador, il quale riesce a salvare la baracca con la sua immensa classe e la capacità di gestirsi: transiterà con una quarantina di secondi di ritardo da Aru, e nel finale perderà solo poco più di due minuti dal ”cavallino sardo” (Lelli cit.), quanto basta per vincere il suo secondo Giro d’Italia. Sulla salita finale succede qualcosa di particolare, i due davanti come detto non collaborano (e Zakarin ne ha ben donde) dietro il quartetto formato da Hesjedal, Uran, Kruijswijk e Aru recupera secondi su secondi, fin quando Martinelli, dall’ammiraglia kazaka, decide che il Basco in testa, deve rialzarsi per aiutare Aru: per Landa quindi, niente speranza del secondo posto finale, niente speranza di conquistare un clamoroso tris di tappa, e speranza di conquistare la Maglia Azzurra (che alla fine andrà a Giovanni Visconti, meritatissima dopo la fuga di ieri) pari a zero, visto che poi non sprinterà per il secondo posto e finendo quarto di tappa non conquisterà i punti necessari. Così ripresi i due, con Zakarin che molla senza un briciolo di energia, inizia il forcing di Aru e Landa, finché a pochi km dalla vetta, nel tratto più duro che porta ai 2000 metri del Sestriere l’attacco di Aru. Uran in un un primo momento riesce a rispondere, salvo poi saltare letteralmente sulla seconda rasoiata del sardo, che dimostra un certo feeling con questo tipo di azioni nel finale. La vittoria di tappa va quindi a 25enne sardo, per lui  negli ultimi 12 mesi: 2 podi al Giro e 5 tappe di montagna conquistate fra Giro e Tour: bottino niente male. Alle sue spalle ancora una volta Hesjedal e Uran come nella tappa del giorno prima, quarto Landa che consolida il suo terzo posto sul podio. Contador limita i danni e chiude sesto a 2’28”, bene Pellizotti, Rosa e Caruso, ancora in difficoltà invece Trofimov con Amador che riesce a tenere il 4° posto finale con i denti, dall’attacco di uno spettacolare Hesjedal (5° posto finale per lui, grande risultato per il vincitore del Giro 2012).

Oggi passerella finale a Milano.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*