Giro d’Italia 2015, 16^ tappa: Mikel Landa Aprica di Meana

Cuore, cervello, gambe e fortuna, forature, salita, spettacolo, emozioni, vittoria e sofferenza, crisi e sconfitta. C’è tutto in questa tappa del Giro che regala sensazioni incredibili negli ultimi 50/60 km, a causa di una foratura di Contador nella discesa dell’Aprica e successivo attacco di squadra di Katusha e Astana. Contador resta intruppato dietro, con un solo compagno di squadra e approccia il Mortirolo con 50 secondi dal gruppo comandato dagli Astana. Dopo pochi tornanti davanti restano solo Kruijswijk (che bel ritorno!), Landa (il migliore in campo oggi), Trofimov (sempre più sorprendente) e Fabio Aru (che da subito si vede che sta chiedendo troppo alle sue gambe). Dietro Contador, nella Montagna di Pantani del Giro 2015, imita nel suo piccolo l’impresa del Pirata di qualche anno fa sul Santuario di Oropa e recupera metro dopo metro, corridore dopo corridore e rientra in pochi km sulla testa, dove oramai sono rimasti solo l’olandese e il duo Astana. Aru è in difficoltà da qualche centinaia di metri (che sul Mortirolo significano interminabili minuti), Contador dopo qualche pedalata in scia allunga e da lì inizia il calvario di Aru. Le distanze si dilatano in cima al Mortirolo i tre di testa che adesso sono Contador, Landa e Kruijswijk transitano con una trentina di secondi di vantaggio su Trofimov, dietro Hesjedal e poi Amador che nel frattempo hanno superato e staccato Aru. In discesa Aru rientra su Amador, ma la sfortuna è in agguato: una foratura ai piedi dell’ultimo passaggio sull’Aprica infatti, estromette Aru dalla possibilità di agganciare Trofimov e Hesjedal sui quali invece rientra Amador. Davanti Landa a 4 dall’arrivo invece stacca Contador e si invola verso il suo secondo successo di tappa a questo Giro (primo corridore a bissare in questa edizione). Dietro chiudono Kruijswijk e Contador e a 38”, poi Trofimov e  Amador a 2’03” un incredibile Hesjedal, tutto il giorno all’attacco, a 2’10”. Aru chiude 7° a 2’51”, perde il secondo posto in classifica, ma non affonda, dimostrando una tenacia con pochi eguali, considerata anche la giovane età. Chiudono la top ten un ottimo Caruso, che consolida la settima posizione e si conferma secondo migliore degli italiani in classifica, il regolare Koenig e un Betancur sempre più in crescita. In Classifica Generale, Landa adesso è 2° a 4’02”, Aru è ancora sul podio ma adesso Amador dista da lui soli 56”. E il Giro non è ancora finito.

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