Giro d’Italia 2015, 18^ tappa: Gilbert colpisce anche a Verbania

Due giganti tra i nani ci verrebbe da definirli. In un Giro che ogni giorno regala emozioni di ogni genere, tra cadute, forature, crisi, attacchi, percorsi spettacolari, corridori battaglieri, due uomini su tutti si ergono facendo valere la loro enorme caratura: Gilbert e Contador. La tappa è vinta dall’ex campione del mondo, che si gestisce intelligentemente sul duro Monte Ologno, si stacca dai compagni di fuga, li riprende in una discesa tecnica e pericolosa e appena una rampetta lo permette, parte in contropiede lasciando ai suoi compagni di fuga la possibilità di giocarsi solo il secondo posto e di salutarlo dopo l’arrivo. La battaglia degli uomini di classifica invece, anche oggi inizia prima della salita più dura di giornata (come martedì nella tappa del Mortirolo). Landa resta intruppato  in una caduta, approccia la salita con un ritardo di quasi un minuto dal gruppo Maglia Rosa, da dove Contador, sin dalle prime rampe, piazza un paio di rasoiate che lo fanno rimanere da solo e di stucco (”mi aspettavo che Aru mi tenesse la ruota” dirà il madrileno a fine tappa”). Scollinerà con oltre un minuto di vantaggio, che si dilaterà in discesa fino a  toccare un minuto e quaranta secondi per poi restare di poco più di un minuto al traguardo. Con lui, l’unico capace di resistere al ritmo imposto dallo spagnolo della Tinkoff, il canadese Hesjedal, vero eroe di questo Giro. Sempre all’attacco e sempre spettacolare nel suo modo di approcciarsi alle tappe, con quella sua andatura dinnoccolata, oramai nel cuore di tutti gli appassionati. Nel gruppo dietro invece, Aru fa fatica  e le premesse per la durissima due giorni finale che attende il Giro non è delle migliori: tanta fatica a tenere le ruote persino, con tutto il rispetto per dei corridori di valore, ma di certo fino a questa edizione del Giro difficilmente pronosticabili come quotatissimi per l’alta classifica, di Visconti, Amador o Trofimov, in un gruppo dove Landa rientra in pochi chilometri e dove resistono anche i sempre positivi Caruso e Geniez, vogliosi di mantenere la loro top ten fino a Milano. Davanti Gilbert, il Pippo Vallone, va a conquistare la sua seconda vittoria a questo Giro con un numero di alta scuola, non solo di gambe ma anche di testa, chiudendo la tappa davanti ad un mai domo Bongiorno (anche l’anno scorso chiuse il Giro in crescita, sarebbe bello riuscisse a sbloccarsi) e Sylvaine Chavanel, che alla pari del belga della BMC, sta onorando al massimo questo giro, ma per lui invece di due vittorie, per il momento due piazzamenti sul virtuale podio di giornata. Domani si arriva in Valle d’Aosta per una tappa lunghissima (236km) e dove molti si daranno battaglia per vincere la tappa (più di metà squadre al Giro non ne hanno ancora conquistata una)  e per i molti punti in palio per la Maglia Azzurra e dove, fermo restando che Contador appare imbattibile, si farà sempre più aspra la lotta per i piazzamenti alle spalle della Maglia Rosa.

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