Giro d’Italia 2015: I protagonisti

Contador alla ricerca di una nuova Rosa (fonte immagine www.ilnuovociclismo.com)

A pochi giorni dal via della 98esima edizione del Giro d’Italia, vediamo chi sono i favoriti per la Maglia Rosa, le altre speciali classifiche, chi saranno i protagonisti nelle tappe di montagna, quelle miste, a cronometro, i giovani e le ruote veloci che si sfideranno allo sprint o quali più semplicemente gli atleti da seguire, per un’avventura lunga tre settimane.

Il nome della Rosa

I Favoriti

O forse dovremmo dire, il favorito? Sì, perché a pochi giorni dal via, salvo ripensamenti dell’ultimo momento da parte del clan Astana a proposito di Nibali, c’è un solo grande favorito per la Corsa Rosa che partirà sabato 9 maggio: Alberto Contador. Il 33enne corridore di Pinto, insieme ad Ivan Basso, che sarà uno dei suoi più fidati gregari, a Damiano Cunego e al canadese Hesjedal, è uno dei quattro corridori al via ad aver già vinto il Giro d’Italia, nel 2008, si è ripetuto nel 2011, ma la sua vittoria è stata data a tavolino a Scarponi dopo una squalifica postuma per un caso doping tutt’ora poco chiaro. Il capitano della Tinkoff, già vincitore di 3 Vuelta, 2 Tour e  1 Giro, si cimenta in un’ improbabile quanto affascinante sfida con la storia, cercare di diventare il primo a conquistare i 3 Grandi Giri nello stesso anno. Il percorso di questo Giro d’Italia, gli si addice, con la lunga crono del Prosecco, che potrebbe mettere fra se e gli avversari un solco netto e sappiamo quanto il madrileno si esalti una volta indossata la maglia di leader. I suoi tifosi, tanti in Italia, si aspettano da lui oltre che la vittoria, anche qualche bella impresa, consci che in un ciclismo fatto di programmazione esasperata (che ha tolto dal campo dei partenti gli altri 3 big delle corse a tappe, Quintana, Froome e il nostro Nibali) e scatti all’ultimo chilometro anche nelle tappe in salite, lo spazio per azioni memorabili diminuisce sempre più. Ma attenzione però, a dare per vinta la corsa ancora prima di mettersi al via delle tre settimane del Giro d’Italia. Può accadere di tutto e in particolare, i percorsi del Giro d’Italia, sono famosi per regalare insidie e sorprese anche nella più semplice delle tappe. Oltretutto, guardando ai primi passi che muoveranno i corridori in Liguria, c’è spazio per la sorpresa, se qualcuno avrà voglia, ma soprattutto gambe per provare a far saltare il banco.

Sceriffi a 4 stelle

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Aru in maglia bianca al Giro d’Italia 2014 (fonte immagine repubblica.it)

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Uran: per lui due secondi posti nel 2013 e nel 2014

Dietro il grande favorito Contador, due nomi su tutti: Rigoberto Uran e Fabio Aru, che occuparono anche lo scorso anno rispettivamente il secondo e terzo posto, con il colombiano che fu secondo anche nel 2013, alle spalle di Nibali. Per la verità, entrambi non arrivano con la migliore condizione possibile; Uran ha faticato molto anche al Romandia, mentre Aru, ci piacerebbe dire ”ha faticato”, ma il 25enne sardo non si è praticamente mai visto in stagione, se non in qualche sporadico passaggio tra Parigi-Nizza e Vuelta Catalunya. Entrambi capitani di due team ricchi ed ambiziosi come Etixx e Astana, con soprattutto quest’ultima che presenta al via un vero e proprio squadrone per pianura e salita, fatto di uomini d’esperienza come LLSanchez, Tiralongo e Cataldo e giovani emergenti come Landa e Rosa, fra i più attesi in questa corsa.

La terza fila

2013, Tour de Suisse, tappa 02 Quinto - Crans Montana, Saxo - Tinkoff 2013, Bmc 2013, Ag2r 2013, Kreuziger Roman, Frank Mathias, Pozzovivo Domenico, Crans Montana

Kreuziger e Pozzovivo (qui con Frank) in azione fonte immagine www.cyclingquotes.com

richieporte

Capitano Sky al Giro, fino adesso nelle tre settimane ha sempre sofferto almeno una grossa crisi

I tre nomi di questo elenco, pur partendo con concrete ambizioni di podio, va rimarcato come in carriera non siano mai entrati fra i primi 3 in un Grande Giro, pur avendo in tempi e con modalità differenti dimostrato di poterci provare e riuscire. Richie Porte è l’assoluto dominatore di questo 2015 nelle brevi corse a tappe: 1° alla Parigi-Nizza, 1° alla Vuelta Catalunya e 1° pochi giorni fa anche al Giro del Trentino. In passato ha vestito la maglia rosa da giovanissimo (ricordate la famosa fuga bidone de L’Aquila? Beh lui c’era e grazie ai minuti guadagnati quel giorno vestì la maglia rosa e concluse 7° in classifica finale e che rimane tutt’ora il suo miglior risultato in un Grande Giro e vinse la Maglia Bianca di miglior giovane), ma negli anni ha sempre pagato una grossa cotta in qualche tappone, finendo solamente a ridosso dei piani alti della classifica. Domenico Pozzovivo è, dopo Aru, la massima speranza in questa edizione per l’Italia del pedale. Il 32enne lucano sta vivendo una crescita costante di stagione in stagione e quest’anno ha saputo già vincere una bella tappa alla Vuelta Catalunya ed è sempre con i migliori sia in salita che a cronometro. Paga la pioggia e qualche caduta di troppo e deve augurarsi che le tre settimane italiane filino sotto il sole, per lui, appassionato ed esperto di meteorologia che siamo sicuri si sarà già studiato alla perfezione tutte le carte e i movimenti atmosferici. Il terzo nome è Roman Kreuziger, che parte come ultimo uomo di Contador ed è pronto a giocarsi le sue chance per provare a raggiungere quel podio che gli è sempre sfuggito, nonostante qualche anno fa si presentò al mondo come predestinato per questo tipo di corse.

Gli outsiders

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Il simpatico Hesjedal, ha già pescato il Jolly della vita nel 2012, ma si propone per una top ten finale

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Zakarin potrebbe essere la sorpresa del giro 2014, sarà lui l’erede di Berzin e Tonkov? (fonte immagine cicloweb.it)

Iniziamo da Hesjedal, il canadese ha già vinto un giro, tra la sorpresa generale, nel 2012, impossibile ripetersi, ma ha indole da attaccante e siamo sicuri ci proverà tutti i giorni. I suoi compagni di squadra Danielson e Slagter, il primo esperto e già capace di una top ten al Tour  e tre volte nei dieci alla Vuelta, il secondo più giovane, anche lui attaccante nato, è un ‘eterna speranza per il ciclismo olandese che mai ha vinto al Giro d’Italia. Zakarin è una delle grandi sorprese della stagione, il russo ha appena vinto il Romandia, battendo fra i tanti, gli ultimi vincitori di due Tour e due Giri, resta un’incognita la sua durata nelle tre settimane, ma al Romandia volava, sia in salita che a cronometro. Poi c’è Van den Broeck grande incompiuto del ciclismo belga, che rivelatosi al grande pubblico proprio al Giro qualche anno fa, nelle ultime stagioni ha provato a spostare il suo obiettivo al Tour, uscendone quasi sempre letteralmente con le ossa rotta (fatta eccezione per il 5° posto del 2010, poi diventato 3° in seguito alle squalifiche di Contador e Menchov) anche per lui come per altri già citati, l’incognita sono le cadute. Intxausti, Anton e I. Izagirre saranno gli uomini di punta della Movistar, che qui vinse lo scorso anno, ma che manda entrambi i capitani, Quintana e Valverde al Tour.  Un altro basco, Landa, sarà uomo di fiducia di Aru, probabilmente l’ultimo a restargli a fianco, pronto a cogliere qua e là qualche soddisfazione personale, come già successo con la vittoria di tappa quest’anno al Giro dei Paesi Baschi. Kruijswijk ex astro nascente del ciclismo olandese e capitano della LottoNL, proverà a riprendere il discorso interrotto nel 2011, quando finì 8° in classifica generale, dimostrando in più momenti di poter diventare protagonista in queste gare, promesse mai più nemmeno lontanamente rispettate. Chiudiamo con il polacco Niemec, che probabilmente sarà l’uomo di classifica Lampre, a meno di un exploit di Ulissi  e che ha già conquistato in passato un sesto posto al Giro e col ceco Koenig, una top ten alla Vuelta e una al Tour per lui e uomo in alternativa a Porte per il team Sky.

Altri nomi

Poi un piccolo elenco di altri nomi che partiranno con una stelletta e che grazie a differenti situazioni di corsa potrebbero anche provare ad ottenere una classifica a ridosso delle prime 10 posizioni: Cataldo, Rosa, Betancur, Pellizotti, Zardini, D. Caruso, Ulissi, Monfort, Cunego, Formolo, Trofimov, Nieve, Basso, S. Henao, Elissonde e Sivtsov

In stellette

***** Contador

**** Uran, Aru

***Kreuziger, Porte, Pozzovivo

**Hesjedal, Danielson, Zakarin, Van den Broeck, Intxausti, Anton, I. Izagirre, Landa, Niemec, Kruijswijk, Slagter, Koenig

*Cataldo, Rosa, Betancur, Pellizotti, Bongiorno Zardini, D. Caruso, Ulissi, Monfort, Cunego, Formolo, Nieve, Trofimov, Basso, S. Henao, Sivtsov, Paterski, Weening, Dupont, Elissonde

Cacciatori di tappe

tornadotom

Tornado Tom, dopo i problemi in Primavera, fa il su esordio al Giro, rendendo felici i milioni di tifosi italiani che stravedono per lui, saprà anche essere competitivo?

Se la situazione riguardo gli uomini di classifica, non fa di certo sembrare questo 98esimo Giro d’Italia come il più ricco di qualità di sempre, la situazione riguardo i cosiddetti ”cacciatori di tappe” (dove per cacciatori di tappe, intendiamo quei corridori protagonisti nelle gare in linea e che spesso e volentieri riescono a vincere tappe singole nei Grandi Giri grazie alle loro attitudini e qualità) cambia radicalmente, . Al via infatti alcuni grandissimi nomi tra i protagonisti delle Classiche (per la verità questi che elenchiamo di seguito a causa di incidenti hanno abbandonato ogni velleità nella stagione delle classiche appena trascorsa): Boonen, Gilbert e Gerrans, ovvero tre corridori che assieme fanno 2 titoli mondiali, 2 Liegi Bastogne Liegi, 2 Lombardia, 1 Sanremo, 4 Roubaix e 3 Fiandre, più svariate altre vittorie di tappa fra Giro, Tour e Vuelta (Gilbert e Gerrans sono fra quei corridori in attività ad aver conquistato vittorie di tappa in tutti e 3 i Grandi Giri). Con loro vedremo Matthews e Sylvain Chavanel per chiudere un gruppo di 5 uomini di notevole qualità e che proveranno sin dalle prime tappe a giocarsi qualche vittoria parziale e perché no a vestire la Maglia Rosa per uno o più giorni. Altri nomi interessanti per i singoli traguardi di tappa, sono sicuramente i nostri, capitanati da Paolini e poi Nizzolo, Felline, Ulissi, la ”bandabardiani” Battaglin, Pirazzi, Colbrelli, Bongiorno, Boem, Zardini, poi Nocentini, Malacarne, Belletti, Finetto, Pellizotti, Gatto, Visconti, D. Caruso, Cunego, Boaro e Villella, insomma quasi il meglio, fatto salvo alcune eccezioni (Nibali e Pozzato su tutti, ma anche i giovani Bonifazio e Cimolai, oltre che Giampaolo Caruso, Oss e Trentin) che propone attualmente l’Italia del pedale nel corse di un giorno. Altri nomi interessanti per qualche traguardo parziale, sicuramente Weening, Monfort, Betancur (su di lui sarebbe da aprire un capitolo a parte, se non si fosse perso completamente da un anno e mezzo a questa parte, probabilmente lotterebbe per vincere la classifica finale), Tvetcov, Burghardt, Bole, Mourey, Geniez, Haussler, Saramotins, Pineau, Bak, Hansen, Clarke, Geschke, Belkov, Rogers e Vandewalle. Menzione a parte merita il giovane svizzero Stefan Kueng, forse in assoluto il maggiore talento in circolazione per le corse di un giorno  che viene da uno straordinario successo di tappa al Giro di Romandia pochi giorni fa, sotto la pioggia e in fuga tutto il giorno: in lui si rivedono le stimmate del fuoriclasse e in futuro potrà essere davvero, come indicato da molti, l’erede di Cancellara e se saprà confermare su strada, tutto quello che di grandioso ha fatto su pista, anche qualcosa di più.

Velocisti

greipel

L’assenza di tanti velocisti può permettere a Greipel di lottare per la vittoria in tutte le volate

Le chiamate per i velocisti a questo giro, non sono poche, ma i nomi invece, anche in questa categoria, sono nettamente in tono minore, rispetto a quello che vedremo al Tour. Parlando dei presenti però, sicuramente il velocista più atteso è il tedesco Greipel. Il campione di Germania, vincitore in carriera di 6 tappe al Tour, 4 alla Vuelta e 2 al giro, sceglie il ritorno in Italia, per concretizzare tutto quello che di buono ha fatto vedere questa primavera nelle grandi classiche e se avrà l’occasione lo vedremo anche in fuga nella seconda parte di Giro. I suoi sfidanti più interessanti, sono sicuramente i nostri Viviani e Nizzolo, abbonati ai piazzamenti al Giro, cercano ancora la prima vittoria di tappa in un GT che li consacrerebbe, così come l’atteso Pelucchi, capace lo scorso anno di battere sia Cavendish che Kittel durante la stagione. Poi troviamo lo sloveno Mezgec, già vincitore di una tappa nel 2014, che dirottati Degenkolb e Kittel altrove, sarà capitano della Giant nelle volate a questo Giro e sarà ben coadiuvato, crediamo, dal giovane emergente Arndt. A seguire troviamo i già citati Matthews e Boonen, che con i pochi sprinter puri al via, avranno le loro chance anche in volata, Ferrari e Richeze, duo Lampre veloce, anche se le quotazioni dell’italiano sono notevolmente scese negli ultimi anni, ma lui è corridore che al giro si fa sempre vedere ai quali aggiungiamo Sacha Modolo, grande talento ancora inespresso, il duo della Southeast Belletti-Petacchi, il primo forse più adatto ad arrivi complicati e il secondo che è fra i corridori al via quello che ha vinto più tappe al Giro d’Italia (22 ufficialmente), ma che con 41 anni sulle spalle, farà sicuramente fatica. Poi troviamo un altro italiano molto interessante che proverà a piazzarsi ovvero Ruffoni che con Colbrelli sarà uomo da volata per la Bardiani, anche se il secondo è maggiormente adatto ad arrivi più difficili. Altro giovane da seguire sarà il figlio d’arte, Rick Zabel, atleta che però da professionista è tutto da scoprire. Occhi puntati anche su: Appollonio, il russo Porsev, lo spagnolo Lobato, lo sloveno Bole, l’australiano Haussler e l’olandese Hofland, che pochi giorni fa ha interrotto il digiuno di vittorie nel 2015 per la sua squadra. Un vero e proprio villaggio globale che speriamo possa limitare al massimo i rischi classici che si affrontano in quella Babilonia che sono le volate.

La sfida alle altre maglie

Maglia Bianca (miglior giovane)

elissonde

Il giovane talento transalpino, Kenny Elissonde, è la maggiore speranza francese a questo Giro

In corsa per questa speciale classifica tutti i nati dal 1° gennaio del 1990, che da Rick Zabel a Esteban Chaves, sono ben 48 ! Lo scorso anno la speciale classifica dei giovani fu vinta da Quintana, capace così dell’accoppiata Maglia Rosa/Maglia Bianca come solo Berzin nel 1994 prima di lui. Per quest’anno indubbiamente il grande favorito è Aru, in quanto il corridore sardo lotta anche per un posto sul podio, dietro di lui il francese Elissonde, mentre per un terzo gradino di un podio virtuale dei giovani la lotta dovrebbe essere circoscritta a Chaves, Formolo, Villella, Ludvigsson, Bongiorno, Herrada, Henao e Dillier, ma nulla vieta, soprattutto nei primi giorni di corsa, ai vari Matthews, Chirico, Arndt e Hofland di poterla vestire. Occhio poi chiaramente a Kueng già citato come uno dei corridori da seguire con maggiore interesse.

*****Aru

****Elissonde

** Formolo, Bongiorno, Henao, Chaves

**Ludvigsson, Villella, Herrada, Dillier, Bongiorno

Maglia Azzurra (classifica a punti dei Gran Premi della Montagna)

Chi sarà l’erede di Arredondo? Sicuramente anche quest’anno vedremo un Bardiani che ci proverà con Pirazzi (vincitore di questa classifica nel 2013), ma con Chaves che presumiamo possa essere il suo avversario più interessato a questa classifica, oltretutto non avendo la Orica un vero uomo per la Generale, potrebbe essere questo, oltre ai possibili successi parziali di Gerrans e Matthews un obiettivo importante. Se i Big dovessero esaltarsi nelle salite, a quel punto Contador, Uran, Aru e Pozzovivo potrebbero tranquillamente lottare per la maglia dei GPM (attenzione, maglia dei Gran premi della Montagna, non del miglior scalatore!). Altri nomi per questa classifica, potrebbero essere: Anton, Pellizotti, Landa, Nieve, Weening, Slagter, Clarke, Danielson, Atapuma, dovesse ritrovare se stesso anche Betancur, Niemec, Szmyd, Amador, Elissonde, Geniez, Bongiorno, Ulissi, Rosa, Stortoni e Cunego.

***** Chaves, Pirazzi

****Contador, Uran, Aru, Pozzovivo

*** Danielson, Atapuma, SLagter, Cunego, Pellizotti, Anton

** Niemec, Landa, Nieve, Weening, Clarke, Elissonde, Rosa

*Porte, Kreuziger, Kruijswijk, Geniez, Bongiorno, Ulissi, Stortoni, AMador, Szmyd, Niemec, Betancur

Maglia Rossa (classifica a punti)

nizzolo

Nizzolo, con Viviani, cerca il primo successo in carriera al Giro, dpo una serie incredibile di secondi posti, i due lotteranno anche per la maglia rossa a punti

La modifica del punteggio premia adesso sicuramente più un velocista che un uomo di classifica, per una speciale graduatoria che qui al Giro ha spesso regalato gioie anche i big della generale. Così lo scorso anno Bouhanni, autentico mattatore delle tappe in volata, si portò a casa anche la prestigiosa maglia rossa della classifica a punti. Per quest’anno i favoriti dovrebbero essere: Greipel, Viviani e Nizzolo, fra gli uomini da volata, ma occhio anche a Mezgec e Pelucchi, poi Gilbert, Gerrans e Matthews uomini da traguardi misti e tutti quei corridori anche di classifica che dovessero con regolarità frequentare i piani alti dei traguardi parziali.

***** Greipel

**** Nizzolo, Viviani, Matthews

*** Mezgec, Gerrans, Gilbert

** Boonen, Bole, Colbrelli, Pelucchi, Lobato

* Contador, Aru, Pozzovivo, Battaglin, Haussler, Hofland, Ferrari, Chavanel, Felline, Gatto

 

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