Giro d’Italia 2015, Tiralongo e sono 3!

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Il miglior gregario che un uomo di classifica possa avere: chiedere a Damiano Cunego prima, a Contador poi, ad Aru adesso che lo definisce un fratello maggiore, un padre. Paolo Tiralongo, 37enne siciliano della Astana, coglie con una splendida azione nel finale, dopo essere stato in fuga tutto il giorno (unico rappresentante italiano di una fuga di giornata molto ben assortita), il suo 3° successo al Giro, fatto tutt’altro che banale, il suo quarto di una lunghissima carriera passato a fianco di capitani che non hanno mai smesso di ringraziarlo (Contador tutt’ora si dice molto legato al siciliano). Poi i due olandesi volanti, giovani (ma non più giovanissimi) Slagter e Kruijswijk venuti qui a togliersi qualche soddisfazione in una carriera che ancora non li vede decollare come si vorrebbe a due talenti del genere. Poi Betancur, al secondo giorno di fuga consecutivo, per smentire chi lo vedeva già finito e per smaltire i suoi chili di troppo. Da qui a fine Giro ci riproverà. Insomma un’altra tappa che, mi dispiace per i detrattori, diverte e fa divertite, nonostante si corra a tutta da inizio Giro. Anche gli uomini di classifica non si risparmiano, anzi. Ormai è chiaro che i tenori sono sì 4, ma il simpatico e sempre sorridente Uran, non fa parte di questo gruppetto: Contador, Aru, Porte e Landa, in rigoroso ordine di classifica, anche ieri protagonisti. E sono tutti antipasti di un Giro che è appena all’inizio della seconda settimana e che oggi avrà finalmente il tanto meritato giorno di riposo.

Personalmente: un gran bel Giro.

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