Giro d’Italia 205, 16^ tappa: Pinzolo-Aprica 177km

Oggi la quiete prima della tempesta con il giorno di riposo che servirà ai pedalatori del Giro per ricaricare le pile, prima del rush finale di sei tappe, dove ben tre saranno sulle Alpi. Da domani si tornerà subito a salire, con la Pinzolo-Aprica, che avrà nel Mortirolo, salita inserita al Giro negli anni ’90 e da subito diventata luogo di culto e di leggenda, il suo momento chiave e quasi decisivo. Se Contador ha già mezzo nome scritto sull’albo d’oro, la lotta per il podio finale sembrerebbe al momento circoscritta a tre uomini: Aru, Amador e Landa, con il duo Astana decisamente favorito rispetto al costaricense della Movistar. Movistar che, nella tappa di domani, sicuramente proverà a fare qualcosa con Intxausti, per la maglia azzurra e con il siciliano Visconti voglioso di dare battaglia, di conquistare una tappa e di chiudere per la prima volta in carriera, in una top ten di un Grande Giro.

mortirolo

Salita ormai mito, il Mortirolo è anche una delle più dure dell’intero panorama ciclistico

La Pinzolo-Aprica attraverserà le regioni del Trentino e della Lombardia e toccherà le province di Trento, Brescia e Sondrio. Il via sarà dato intorno alle 11.55 ed è prevista la diretta integrale da parte della Rai. Si salirà subito verso Madonna di Campiglio dove si ripercorrerà il tratto già visto nella tappa di ieri. Arrivati a Madonna di Campiglio però, il GPM (di 2^ categoria) sarà situato verso Campo Carlo Magno ai 1681 metri di altitudine. DIscesa e poi subito di nuovo all’insù verso un’altra salita pedalabile, il Passo del Tonale, 15km di ascesa, con un GPM di 2^ categoria piazzato al 55° km. Nei primi 55km di gara quindi, i corridori avranno affrontato ben 40km di salita (non dura) e 15 di discesa. Probabilmente andrà via la fuga, vedremo se prenderà il largo come nei giorni scorsi o se sarà tenuta sottocontrollo da Astana e Tinkoff come nella tappa di Madonna di Campiglio. Dal Passo del Tonale si entrerà in Lombardia e nella provincia di Brescia, si scenderà per una 30ina di km fino ad Edolo, dove inizierà la prima ascesa verso l’Aprica e dove è posto il 3° GPM di giornata (di 3^ categoria) al Km 100. Qui siamo in provincia di Sondrio e dall’Aprica si scenderà fino a Tirano per altri 14km di discesa. Da Tirano ci sarà la fase in cui vedremo una vera e propria volata fino a Mazzo di Valtellina dove inizierà quella che è una delle salite più dure mai affrontate nei Grandi Giri, il Mortirolo, per prenderne le prime rampe in testa al gruppo. 12,8 km di ascesa, con un primo tratto di un km pedalabile e poi dura, quasi senza pause fino in cima. Salita che non ha bisogno di presentazioni, salita che qui, ha visto nascere nel 1994 il mito di Marco Pantani. Dai 1854 metri del Passo del Mortirolo (GPM di 1^ categoria, ça va sans dire) al km 142, ne mancheranno ancora una trentina per arrivare al traguardo. Discesa molto pericolosa e selettiva (dove in passato si sono viste rovinose cadute e anche prodigiosi recuperi) fino ad Edolo di nuovo in provincia di Brescia, al km 159, prima del passaggio finale sull’Aprica. Salita sempre molto particolare che di per se non ha pendenze per fare distacchi (anzi anche ampi tratti di falsopiano), ma che storicamente invece, si propone come protagonista di una sicura mattanza per chi insegue o chi è in difficoltà. Spettacolo dunque assicurato e Contador ha già cerchiato in rosso il finale, perché la sua voglia è quella di accostare alla Maglia Rosa, anche una bella vittoria di tappa.

Il giro sull’Aprica

Sarà l’ottava volta che il Giro arriverà qui, e in passato sono sempre stati premiati atleti di una certa caratura. Dopo la vittoria di Adorni nel 1962, l’arrivo qui è sempre stato accoppiato all’ascesa del Mortirolo e ne è sempre uscito vincitore uno scalatore o comunque un nome importante per la Classifica Generale: nel 1990 vinse il venezuelano Sierra, proprio nell’edizione d’esordio per il Mortirolo, nel 1991 vinse Chioccioli (che vinse anche il Giro), nel 1994 nacque il mito di Pantani, nel Giro vinto da Berzin, nel 1996 vinse Gotti, nel maledetto 1999 vinse Heras e dopo un lungo buco di 11 anni, nel 2010 vinse qui Michele Scarponi.

 

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