Gp Harelbeke, prove generali di Fiandre: vince Thomas, 3° Trentin

Sagan crolla nel finale, brutto infortunio per Cancellara

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Geraint Thomas è il primo britannico a scrivere il proprio nome nell’alb d’oro della semi-classica belga

 

Sulle strade che fra 9 giorni vedranno i grandi protagonisti delle pietre del nord sfidarsi nel Giro delle Fiandre si è corso oggi pomeriggio il Gp Harelbeke, una delle semi-classiche più importanti del panorama internazionale. Come al solito in queste corse, le prime ore diventano una specie di bollettino di guerra: subito nei primi chilometri infatti, una serie di cadute, mette fuori gioco (leggasi ritiro e ricovero per accertamenti in ospedale) diversi attesi protagonisti: su tutti Fabian Cancellara, già vincitore qui nel 2010, 2011 e 2013, Sebastian Langeveld sempre atteso in queste corse e il nostro Niccolò Bonifazio che come detto qui è uno dei corridori italiani più attesi del panorama italiano delle due ruote, per le grandi classiche. Ma tra i numerosi caduti e poi ricoverati in ospedale per accertamenti figurano anche Boom, Malori, Amador, Wagner e altri. Davanti si forma una fuga di 6 corridori, poi successivamente diventati 5: Turgot, Devenyns, De Bie, i due italiani Sbaragli e Dal Col e Sjoerd Van Ginneken, interessante talento olandese, dopo poco si stacca Dal Col e dal gruppo arrivano brutte notizie riguardo le condizioni di Cancellara che oltre a dare l’addio alla corsa odierna, salterà per un brutto infortunio, tutta la prima parte di stagione. I 5 continuano d’amore e d’accordo mentre in gruppo si assottiglia sempre di più in ogni tratto in pavè e a 90 dall’arrivo ci provano 4 uomini molto interessanti: Trentin, Oss, Breschel (che sembra aver ritrovato la gamba dei giorni migliori) e una grande speranza del ciclismo belga, quel Benoot classe ’94 già protagonista alla Dwars door Vlanderen. Subito ripresi dai Katusha e dagli Sky. A 70 km dall’arrivo si ritira un Quintana sempre in difficoltà su queste strade e venuto in Belgio per testarsi sul pavè in vista del Tour. Dal gruppo altri allunghi velleitari, Offredo, Koren, Grivko, Dvreese, ma tutti ripresi in pochi chilometri. Intanto davanti i 5, gruppetto ben assortito con un’altra grande speranza del ciclismo belga ovvero Sean De Bie, perdono progressivamente terreno, ormai il loro distacco infatti si attesta intorno ai 2’30”. Mentre davanti perdono i pezzi e rimane solo Devenyns, sul Paterberg iniziano le prime scintille: è un brillantissimo Daniel Oss ad accendere la miccia  e a scollinare davanti insieme a Degenkolb, Jack Bauer, Stybar, Paolini, Greg Van Avermaet, Vanmarcke e un ottimo Chavanel, si forma un drappello di una 30 di corridori, ma è sul ”Vecchio Kwaremont”, salita mitica di queste zone, che esplode la corsa: ci prova prima Vanmarcke, che però in una curva rischia di cadere  e mette il piede a terra, sullo slancio arriva l’attacco decisivo dei tre uomini che caratterizzeranno il finale di questa corsa. Thomas e Stybar infatti se ne vanno, dietro prova a rispondere il nostro Daniel Oss con a ruota Sagan, ma il 29enne trentino alza bandiera bianca e viene superato a doppia velocità dal campione slovacco della Tinkoff che riesce a ricucire sui 2. Il terzetto si invola verso il traguardo mentre un drappello formato da una ventina di corridori, sempre tirato da Oss, perde ulteriormente terreno. Ripreso Devenyns, ultimo dei fuggitivi della prima ora ad arrendersi, quando mancano ancora 38 km. Davanti continuano a guadagnare, mentre il gruppo inseguitore, forte adesso di circa 35 unità, è tirato solo dagli uomini della BMC, mentre i compagni di squadra dei vari Kristoff e Degenkolb restano a guardare con Etixx e Sky a fare da stopper. Il vantaggio continua ad oscillare tra i 20 e i 30 secondi, ma a 17 km dall’arrivo, l’episodio decisivo che permette agli uomini davanti di allungare il vantaggio: in una curva, il belga della BMC, Greg Van Avermaet si tocca con un compagno davanti e vola a terra, il gruppo rallenta e solo nel finale tenta timidamente grazie a Paolini e agli uomini della Lotto di riportarsi, inutilmente sui 3 davanti. A 3,5 chilometri dal traguardo però, l’allungo decisivo del gallese manda gambe all’aria Sagan. Stybar prova a rispondere, ma niente da fare nemmeno per lui. Geraint Thomas si invola così verso il traguardo, andando a conquistare la prima semi-classica della sua carriera, diventando così il primo britannico ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro dell’E3H. Secondo è Stybar, mentre Sagan, probabilmente in preda ai crampi, si fa superare e staccare dal gruppo che inseguiva, splendidamente regolato da un sontuoso Matteo Trentin, che dimostra di che pasta è fatto davanti a Kristoff e Sep vanmarcke, per un ordine d’arrivo regale, che vede Daniel Oss chiudere al decimo posto

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