Gp Qatar, Rossi riscrive la leggenda in un podio tutto tricolore

Nonostante la bellezza di 36 primavere, Valentino Rossi oggi scrive un altro capitolo della sua leggendaria carriera, rispondendo per l’ennesima volta in maniera prepotente a chi lo vorrebbe pensionato e probabilmente altrove. Una fame come pochi, dobbiamo scomodare nomi come i leggendari Bjorndalen (biathlon) o Kasai (Salto speciale) per cercare di avvicinare quello che anche oggi è stato capace di fare il pilota pesarese. La differenza la fa tutta quella parola, fame. Dovizioso è un ottimo pilota, in sella ad una Ducati prepotente, perfetta, ma non basta. Negli ultimi due giri dopo aver capito che il podio era in sicurezza, con il suo compagno di squadra Iannone 3° e Lorenzo 4° ancora più distante è parso evidente come il 29enne di Forlimpopoli si fosse accontentato di un comunque superlativo secondo posto. La differenza dicevamo è tutta lì. Quella che permette a Valentino Rossi di partire male, rimontare sui 3 mattatori di cui sopra che a fine gara però non possono che inchinarsi a questo fenomeno.

9 anni dopo il Gran Premio del Giappone, un podio tutto tricolore

Rossi - still highly motivated to race and give the youngsters the business

Rossi: il sogno di vincere la ”decima” continua

Una delle migliori gare di sempre per molti, o comunque di questa nuova era. Mentre Marquez finisce lungo alla prima curva e compie una prodigiosa rimonta fino al 5° posto, i tre piloti italiani, Valentino Rossi in primis, danno spettacolo insieme a Lorenzo, il quale però a 5 giri dal termine dopo aver condotto a lungo, deve alzare bandiera bianca, lasciando spazio ai tre centauri nostrani. Per Iannone la gioia poi è enorme, col suo primo podio in carriera in moto gp e intanto Rossi scrive l’ennesimo record della sua impareggiabile carriera (109 vittorie in carriera e la tanto agognata ”decima” che non è più una chimera) e per l’italia dei motori un week end da leccarsi i baffi, dopo la trionfante galoppata di Vettel in mattinata nel Gran Premio di Sepang. Un podio tutto tricolore 9 anni dopo il trionfo di Capirossi in Giappone che vinse davanti allo stesso Rossi e a Melandri (rientrato quest’anno in motogp, ma in crisi nera e depresso da un Aprilia inguardabile, lenta ed inguidabile). Menzione speciale per Guido Meda, la voce storica del motomondiale di Mediaset, passato quest’anno su Sky, riesce come sempre a narrare in maniera palpitante una gara che probabilmente sarebbe stata spettacolare anche se avessimo premuto il tasto muto.

Mondiale apertissimo

Se questo è il buongiorno, ci aspetta un mondiale di motociclismo, dopo il biennio di dominio del giovane catalano, equilibratissimo e spettacolare, con due spagnoli (più uno in attesa di capire il destino dello sfortunato Dani Pedrosa che a fine gara annuncia un possibile ritiro immediato dalle competizioni per via dei problemi fisici che hanno attanagliato la sua carriera) e tre italiani, due ducati, due yamaha e due honda che se le daranno di santa ragione, ma oggi i tre italiani sono davanti a tutti. Chapeau, anzi, tanto di cappello.

(fonte immagine copertina: http://www.corrieredellosport.it/ )

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