Liegi-Bastogne-Liegi 2015: il Pagellone

La rabbia e la grinta del '92 francese Alaphilippe, 2° alla Freccia e 2° alla Liegi: sarà lui l'erede di Jalabert? (fonte immagine: http://www.etixx-quickstep.com/)

Arriva  il momento delle temute pagelle di fine corsa: vediamo come si sono comportati i nostri migliori allievi, nella Liegi-Bastogne-Liegi 2015, la ”Doyenne”, arrivata alla 101^ edizione e disputata ieri.

Valverde 10 Merita il massimo dei voti, perché se la corsa si mette come vuole lui e tutti lo portano in carrozza fino alla fine, non è di certo colpa sua. E invece suoi sono i meriti di essere entrato definitivamente con i numeri, nella storia di questo sport: poco da dire, solo tanto di cappello.

Alaphilippe 9 Se l’Italia insegue un talento per le corse di un giorno, la Francia, ma direi il movimento intero lo ha trovato. Veloce, resistente su salite di media o breve lunghezza, indole da attaccante, va forte sia con la pioggia che con il sole ed è forte anche in discesa. In una settimana si merita sicuramente l’appellativo di miglior giovane di questo inizio di stagione, con due podi per nulla scontati nelle due classiche delle Ardenne e pazienza se la Francia sale a 89 Monumento senza vittorie, perché con il giovane Alaphilippe avranno di che togliersi molte soddisfazioni: nuovo Jalabert?

Rodriguez 7 Ai Paesi Baschi ritrova la vittoria dopo oltre un anno di digiuno, ma l’appellativo di Poulidor degli anni 2000 gli rimarrà per sempre: ennesimo piazzamento, ma soprattutto l’impressione che il suo tempo è stato fatto. Ieri poi, non attacca e allo sprint non ha più la brillantezza di un tempo: peccato non averlo visto attaccare come un tempo, ma solo combattere per l’ennesimo podio della carriera.

Katusha 5,5 Portano Valverde in carrozza con la tirata di Caruso tra la discesa del Saint Nicholas e l’attacco velleitario di Moreno sullo strappo finale di Ans. I russi (per la verità i siculo-spagnoli) si comportano da gregari del murciano e lo accompagnano fino al suo trionfale successo. Malsana l’idea di mandare Caruso in fuga nel finale salvo poi non farlo collaborare con Kreuziger e Fuglsang, Si poteva fare altro e nettamente meglio.

Nibali 6,5 La sua squadra lotta bene, ma lui non ha ancora la gamba per sferrare il micidiale colpo da Killer, che manca a queste corse per i colori italiani, da quando le lancette del tempo sono schizzate in avanti per Rebellin (44 anni) e Bettini (ormai ritirato). Vederlo mangiare nel finale sul Saint Nicolas ha fatto capire all’occhio un po’ esperto che non sarebbe stata giornata. Chiude comunque con un buon 13° posto che di questi tempi non è da buttare via.

Astana 7 Gli unici a provare qualcosa, gli unici a discostarsi dal copione delle ultime gare che vedono un gruppo impaurito e con pochi coraggiosi. Meritano 7 soprattutto Kangert e Scarponi, che provano a far saltare il banco, oltre al sempre ottimo Fuglsang, nei 10 sia alla Freccia che alla Liegi. Ma manca il finalizzatore.

Rui Costa 7 Quarto all’Amstel, quarto alla Liegi, c’è sempre e dopo la stagione in maglia iridata, così e così, dimostra di essere un ottimo corridore. Peccato che lo spunto veloce non sia quello dei migliori e che manchi anche lui di fantasia nel finale per provare a far saltare il banco. Nonostante ciò, promosso a pieni voti.

Caruso 6,5 Il più attivo di giornata, ricordando che lo scorso anno i suoi sogni si infransero a 75 metri dallo striscione d’arrivo, ci prova sulla Roche-aux-Faucons e poi si mette a disposizione della sua squadra tirando fino ad Ans. A mio parere usato malissimo, soprattutto quando, in fuga con Kreuziger e Fuglsang, dall’ammiraglia gli dicono di non tirare.

Fuggitivi di giornata 6,5 Ulissi, Montaguti, Benedetti, Minnaard, Chevrier, Quaade, Vergaerde, Turgis, gli 8 fuggitivi di giornata meritano una sufficienza più che ampia: peccato che la presenza di Ulissi, non fa prendere troppa strada alla fuga che viene riassorbita molto lontana dal traguardo.

Gasparotto 6  Brillante tra Redoute e Roche-aux-Faucons, sul Saint Nicholas perde le ruote dei migliori e , costretto ad inseguire, non va al di là di un 16° posto finale allo sprint, dopo essere rientrato nell’ultimo chilometro.

Martin 5 malconcio sin dalla vigilia per una caduta alla Freccia Vallone, ne colleziona un’altra, l’ennesima, all’imbocco della Redoute, che lo taglia fuori del tutto. Su queste strade puntava tutto per la prima parte di 2015 e torna a casa con lo zero assoluto: che gli sta succedendo?

Gilbert 5 Anche lui ha la scusante della caduta alla Freccia, dove ne è uscito con un forte dolore alla gamba, costretto ad alzare bandiera bianca sulla Roche-aux-Faucons, sarà chiamato al Giro d’Italia al pronto riscatto, dopo una campagna delle Ardenne tutt’altro che positiva, per uno dei recordman di queste corse.

Kwiatkowski 4,5 Dal trionfo all’Amstel a due gare parecchio deludenti per lui che con Valverde, ieri vestiva i panni del favorito assoluto. Mai in giornata, si stacca sul Saint Nicholas andando a concludere nelle retrovie, capendo che quella maglia, portata con assoluta leggerezza in Olanda, inizia a pesare: che siano stati i bagordi post Amstel e di cui aveva apertamente parlato alla vigilia della Freccia Vallone?

 

 

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