Moto Gp, Argentina: li hai fatti tutti Rossi

Quello di ieri, nel Gran Premio di Argentina, è l’ennesimo capitolo del libro di una carriera unica, straordinaria e inimitabile, che il 36enne di Tavullia sta continuando a scrivere con una penna dorata, regalata dagli dei. Gli ultimi 12 giri della gara conclusasi ieri nella tarda serata italiana, sarebbero da vedere e far rivedere a chiunque abbia intenzione un giorno nella vita di voler ricreare il prototipo dello sportivo vincente. Affamato, intelligente, rabbioso, nonostante sia il meno giovane dei 25 partecipanti al Gran Premio, nonostante in carriera abbia vinto e guadagnato più di ogni altro pilota della storia, nonostante contro di lui ci sia un fenomeno quale Marc Marquez, suo degno erede, che ieri però, forse per la prima volta in tre stagioni, ha davvero capito cosa vuol dire sfidare Vale.

La gara

La partenza vede la Suzuki di Aleix Espargaro cercare di battagliare nelle prime curve con Marquez, ma il catalano della Honda, che monta gomma anteriore più morbida rispetto a Vale, ha intenzione di portarsi subito al comando e, macinando una serie di giri veloci, in meno di 10 tornate mette già un bel distacco tra se e gli altri inseguitori. Mentre tutti ci aspettiamo di vedere il solito copione di Marquez davanti a fare gara solitaria e dietro un gruppetto (quest’anno finalmente infarcito di italiani) a giocarsi il podio, ecco che arriva la straordinaria rimonta di Vale, autore di una delle migliori gare in carriera (questa cosa forse è stata ripetuta altre 110 volte, come le sue vittorie in carriera, questo dà ulteriore spessore a questo fenomeno). Il pilota numero 46, partito male e chiuso subito da un grintoso Iannone, sembra costretto ad una gara anonima e in difesa e invece in pochi giri fa fuori la Suzuki di Espargaro, la Yamaha di Lorenzo (altra gara anonima, la crisi è in atto), Iannone e Crutchlow, puntando a Dovizioso. Mentre davanti Marquez sembra poter portare a casa la sua seconda vittoria consecutiva, ecco che Vale si libera subito di Dovizioso che si mette intelligentemente in scia a studiare i compiti del maestro, decidendo per una gara accorta fatta di sensibilità e pulizia, il quale nel frattempo inizia ad abbattere tutti i tempi migliori riportandosi a 4 giri dalla fine, clamorosamente in scia ad un Marquez, costretto dall’usura delle gomme, a a guidare sulle uova.

Maradona è megl’ e Pelè

podioargentina

Rossi porta sul podio l’idolo del popolo argentino: Diego Armando Maradona.

Se Marquez è considerato da tutti l’erede di Valentino, il pilota italiano non ha di certo intenzione di lasciare al giovane avversario, il bagaglio di talento e qualità donatogli dagli dei. E così come solo i più grandi dello sport, non appena fiutata la sua preda, Vale diventa inarrestabile, lo supera, gli chiude la porta e Marquez, invece di accontentarsi di un secondo posto e di 20 punti fondamentali nella corsa al titolo, non ci sta, tiene il gas spalancato e sbatte contro la ruota posteriore di Valentino finendo a terra. Il giovane catalano non sbatte solo contro la moto di Vale, ma sbatte anche contro la dura legge del pesarese, il più grande di tutti i tempi sì, per classe, numero di vittorie e anche per longevità, in una stagione dove nessuno si sarebbe mai aspettato  un inizio di questo genere. E così vale va a prendersi la 110^ vittoria in carriera, indossando la maglia numero 10 di Maradona, perché se Rossi è un fenomeno in pista lo è anche come comunicatore.

Gli altri

Se Marquez correndo con meno intelligenza di quanto sin’ora dimostrato nella sua giovane, ma già divina carriera, butta via 20 punti fondamentali per il cammino del mondiale piloti, il secondo posto di Andrea Dovizioso è figlio di una moto sempre più a suo agio su piste differenti, di un pilota sveglio che probabilmente ha raggiunto il top della carriera e che adesso, dopo tanti anni passati a fare gavetta e soffrire per raggiungere la messa a punto migliore e accontentarsi di qualche sporadico piazzamento, può davvero iniziare a sognare qualcosa di grosso. Soprattuttose la Ducati dovesse confermare la crescita anche a Jerez fra due settimane. Al terzo posto invece conclude un enorme Cal Crutchlow che con la Honda del team Cecchinello, si inventa un ultima curva speciale, andando a superare Iannone che invece a quel punto pensava di aver raggiunto il suo secondo podio in tre gare: il pilota di Vasto deve sicuramente migliorare, ma non può prendere il suo compagno di scuderia come punto di riferimento, perché ”il Dovi” ha accumulato tanta esperienza e il confronto al momento rischia di essere frustrante. Così come è frustrante al momento la situazione Jorge Lorenzo, che ottiene un 5° posto (dopo due quarti) che non fanno altro che accrescere i dubbi su una stagione nata male che rischia di proseguire peggio; oltre a soffrire l’esplosione del suo connazionale infatti, Lorenzo sembra davvero in dfficoltà anche a causa del momento d’oro che vive il suo grande rivale, Rossi.

Appuntamento per lo spettacolo delle due ruote, fra due settimane in Spagna, sulla pista classica di Jerez de la Frontera

Classifica mondiale piloti

1 Rossi 66
2 Dovizioso 60
3 Iannone 40
4 Lorenzo 37
5 Marquez 36
6 Crutchlow 34

 

(le immagini sono tratte dal sito ufficiale dello sponsor della scuderia di Valentino Rossi http://www.movistar.es/particulares/television/tv-energia/ )

 

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