Parigi-Roubaix 2015: le pagelle

Doverosa premessa: nessuno di quelli che prende il via a questa gara, merita da parte mia un’insufficienza. Dal più pagato dei capitani all’ultimo dei gregari, correre qui è qualcosa di differente, è banale retorica lo so, ma la Parigi-Roubaix è una corsa a parte.

Degenkolb 10 e lode Esistesse un voto più alto, glielo daremmo. Ma la lode arriva, perché si consacra definitivamente come uno dei più grandi corridori per le corse di un giorno, attualmente in circolazione. Non vince à la Freire come lo avevamo ”accusato” giorni addietro, ma si inventa un capolavoro tattico e di intuizione con pochi eguali nel ciclismo contemporaneo. Aggredisce le pietre, va all’attacco e poi vince, cosa chiedergli di più? Fenomeno coi baffi.

Van Avermaet 8 Al Fiandre un 6 stiracchiato nonostante un terzo posto, qui un voto altissimo, perché a mio parere è una corsa che meno gli si addice. Questo ragazzo di 30 anni ancora all’inseguimento di una meritatissima Monumento, che non vuole arrivare, attacca senza paura, ma nel finale si ritrova come al solito qualcuno più veloce di lui. Oramai in ogni gara guadagna sempre più tifosi che vedono nello sconfitto che combatte una metafora dell’esistenza. Cuore enorme.

Lampaert 8 Il più giovane della top ten non poteva essere che belga. Promuove l’azione decisiva, ma nel finale abbandona ogni personale velleità, al servizio del suo capitano Stybar. Quando tornerà da queste parti, siamo sicuri che lo farà per vincere.

Saramotins e Rast 7,5 Tutto il giorno in fuga i due corridori si permettono anche il lusso di rimanere in gruppo per chiudere con due ottimi piazzamenti (13° e 20°) Se il vecchio Rast non è una sorpresa (diversi piazzamenti di rilievo qui a Roubaix) e sarà alla fine il migliore di una sfortunata Trek, è il lettone a fare la gara della vita concludendo con una dignitosissima top 15

Stybar 7,5 Tocca a lui questa volta capitalizzare il lavoro, per la verità sontuoso quest’oggi, della sua squadra. Senza farsi vedere molto in gara, riesce comunque ad essere lì nel momento decisivo, ma la sua grande sfortuna è trovarsi un certo JD allo sprint. Primo podio per lui in una Monumento, ennesimo podio per la squadra di Lefevere che manca ancora l’appuntamento con il bersaglio grosso. Lo vedremo anche sulle Ardenne?

Elmiger 7,5 A 36 anni protagonista sia al Fiandre sia alla Roubaix con un decimo e un quinto posto è qualcosa che se ce l’avessero detto ad inizio stagione, avremo riso sontuosamente. Invece qui di sontuoso c’è solo la sua gara, che salva un inizio di stagione molto difficile per la sua squadra. E’ campione svizzero non per caso, peccato che l’età non sia dalla sua. Eterna giovinezza.

Keukeleire 7,5 Il 26enne belga della Orica è sicuramente una delle grandi sorprese di giornata. Dopo essere passato professionista con caratteristiche da corridore estremamente completo, ci mette un po’ a tirare fuori dal cilindro la gara della vita. Si accontenta di un 6° posto finale che per lui e per la sua squadra (di certo non attrezzatissima per le pietre) è un risultato da mettere in cassaforte. Scaltro e intelligente, se cresce ulteriormente, può dare fastidio su tutti i percorsi.

Boom 7 L’elegante e talentuoso olandese, dà ragione a chi lo vedeva tra i massimi favoriti ieri e conclude con un 4° posto che è comunque il suo miglior risultato non solo qui alla Roubaix, ma in generale in una Classica Monumento. Tornerà su queste strade per vincere.

Rowe 7 In diretta per quasi tutta la gara, cercando di distinguere i corridori nei nuvoloni di polvere che si alzavano costantemente, lo avevamo un po’ tutti scambiati per Stannard. Invece lui oggi salva la baracca di una Sky che nelle Grandi Classiche si conferma in difficoltà e, dopo un’ottimo Fiandre al servizio di Thomas, si toglie la soddisfazione della prima top ten in carriera in una Monumento.

Debuscherre 7 Migliore dei suoi Lotto, in un momento di carriera in cui sembra volare. Gli manca ancora quel qualcosa per primeggiare sui grandi arrivi, ma dimostra che il successo di tappa alla Tirreno di quest’anno è stato tutt’altro che casuale. Anche lui da tenere d’occhio per il futuro e per altri tipi di corse, avendo dimostrato di essere corridore oltre che veloce, molto completo.

Bozic 7 Il migliore, un po’ a sorpresa, dei luogotenenti di Boom, prova a sparigliare le carte attaccando con Roelandts, ma rientra presto nei ranghi, andando però a concludere con un ottimo 14° posto.

Senechal 7 Il migliore dei francesi (17° posto finale) ha solo 21 anni e qui su queste strade ha trionfato nella corsa Juniores 4 anni fa. Occhio a lui e Démare che fra qualche anno qui potranno fare il colpo grosso.

De Backer 7  La sua presenza nel finale si rivela fondamentale. Fa da punto di riferimento per il suo capitano che va a cogliere un successo gigantesco per la squadra tedesca. Il belga, non più giovanissimo, anche lo scorso anno nel finale era con i migliori, dimostrando una certa attitudine per questa corsa.

Roelandts e Vandenbergh 7 I loro attacchi da media distanza, rischiano di far saltare il banco, ma si concludono in un nulla di fatto. Hanno il merito però in due fasi differenti della gara, di fare selezione e di emozionare il pubblico, numerosissimo sia sulle strade che a casa.

Gli altri fuggitivi di giornata 7 Backaert, Matzka (bravissimo in fuga anche al Fiandre), il giovane De Bie, Perichon, De Clercq, Blyth, Gougeard (l’ultimo ad arrendersi e atleta che i francesi ritengono futuro protagonista su queste strade). Eroi di giornata con una delle fughe più lunghe della Roubaix.

Greipel 6,5  Fuoco e fiamme anche qui, ma alla fine i suoi attacchi si rivelano un’illusione. La sua squadra va forte da inizio anno, ma rimane all’asciutto al termine della campagna sulle pietre. Da rivedere.

Wiggins 6,5 Prova  a regalare a tutti una perla preziosa, con l’attacco ai -35 dall’arrivo. Illude per un po’, ma rientra presto nei ranghi. La gamba è buona, ma per vincere qui serviva ben altro.

Sagan 6 Non inferiamo ulteriormente, ma uno dei corridori più pagati del circuito, anche ieri ha deluso. Oltretutto non gli sta girando un granché bene, il sigillo è stata la foratura ai – 5 dall’arrivo che gli toglie energia per sprintare per il decimo posto.

Terpstra 6 Inverte i ruoli con Stybar ed è lui a fare il da guardiano da dietro. Si nota con due timidi tentativi da lontano, ma il fatto di correre col numero uno sulle spalle, questa volta, lo costringe ad essere il più marcato dei suoi. Chiude una campagna sulle pietre comunque positiva, anche se condita di soli piazzamenti.

Kristoff 6 Si vede poco  e niente, anzi quando lo inquadrano è in difficoltà. Non nasconde ad inizio gara e conferma alla fine, di non avere ancora raggiunto il giusto feeling con questa corsa. Dopo il dominio assoluto tra La Panne, Fiandre e Scheldeprijs era insieme ad Degenkolb il favorito numero 1, ma comunque in una giornata non positiva, riesce a vincere la volata del gruppo dei migliori e a chiudere con un ottimo 10 posto.

Vanmarcke 6 Vale un po’ il discorso fatto per Terpstra. In mancanza di alternative, lui è uno dei più curati dal gruppo, infatti i suoi (timidi per altro) attacchi sono sempre tenuti da conto dal resto del plotone. Chiude con l’11° posto che non aggiunge nulla alla carriera, ma anzi evidenzia le difficoltà affrontate in questo inizio di stagione.

Thomas 6 Cade per un suo errore e dice addio prestissimo alla gloria. La settimana santa per lui è qualcosa da azzerare subito per ricominciare. Anche perché lui, per caratteristiche è, a differenza di molti specialisti delle pietre, uno che in stagione potrà fare vedere altre cose interessanti.

Italiani:

Marcato 7 Il migliore dei nostri, ottiene un discreto piazzamento, pur facendo fatica nello sprint per il 10° posto. Da quando ha lasciato la Liquigas/Cannondale è tornato a far parlare di se e dopo un buon Fiandre è protagonista (anche all’attacco) di un’ottima Roubaix. Lui poi, fa parte di quella ristretta cerchia capace di fare piazzamenti sia sul pavé che sulle ardenne. Da tenere d’occhio sin da mercoledì alla Freccia del Brabante.

Trentin 6,5 Assoluto protagonista fino a meno di 50 dall’arrivo, sempre a completa disposizione della squadra. Pian piano cresce e prende confidenza con queste strade e un giorno siamo sicuri, diventerà un numero uno.

Quinziato 6,5 Uno dei nostri vecchi leoni, si prende anche il lusso di promuovere una fuga nel finale. 34° e secondo migliore italiano al traguardo, vista la prematura uscita di scena di Oss è lui l’ultimo uomo per Greg Van Avermaet.

Oss 6,5 Fino alla caduta che lo taglia fuori dal vivo della gara, è uno dei più in palla. In controllo ad Arenberg, sembra essere una di quelle giornate… e invece la Roubaix gli presenta per l’ennesima volta il conto. Si rifarà

Zurlo 6,5 Ha da poco compiuto 21 anni ed è neo professionista. Alla sua prima Grande Classica in carriera, si prende il lusso di concluderla nei primi 60, fatto tutt’altro che banale. Talento da vendere e uomo su cui puntare per l’immediato futuro.

Pozzato 6 Stavolta ci si mette la sfiga. Pippo che al Fiandre non aveva sfigurato, fora in uno dei momenti topici della gara e dice addio alla bagarre. Purtroppo per lui gli anni passano e quel maledetto secondo posto di oramai tanti anni fa, rischia di restare il suo miglior risultato qui.

 

 

 

 

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