Wierer, Pittin e gli altri: il bilancio degli sport invernali 2014/15 (1^ parte)

La stagione di sport invernali 2014/15 , che ha avuto il proprio momento clou tra Vail (mondiale di Sci Alpino), Falun (mondiale di Sci Nordico) e Kontiolahti (mondiale di Biathlon), è  giunta al termine negli ultimi due week end, con le finali che hanno deciso le varie Coppe del Mondo generali e di specialità. Per i colori azzurri il bilancio è un onda sinusoidale dove il punto più alto sono stati sicuramente il Biathlon femminile, grazie ai risultati di Wierer, Oberhofer e Gontier tutte e tre in diversi momenti sul podio in CDM e che portano a casa due medaglie dal mondiale finlandese, le rimonte di Pittin nella Combinata Nordica con il podio iridato nella gara su NH/10km, l’esplosione del talento nel fondo del classe 1993 Francesco De Fabiani (con una vittoria nel finale di stagione in Coppa del Mondo) e, sempre nel fondo, le 3 vittorie in CDM di Federico ”Chicco” Pellegrino e la sua medaglia nella staffetta sprint mondiale in compagnia di Dietmar Noeckler. Un capitolo a parte merita lo Sci Alpino, dove Paris e Gros riescono a fare la voce grossa nelle rispettive discipline (velocità e pali stretti) nelle gare di Coppa del Mondo, toppando però  il mondiale americano, concluso con un fallimentare zero in casella che ha suscitato non poche polemiche e che probabilmente porterà degli strascichi a livello di guida tecnica. In campo femminile il punto più alto sono sicuramente la vittoria di Elena Fanchini a Cortina e la crescita di Marta Bassino, senza ombra di dubbio il talento più interessante dello Sci Alpino italiano

Biathlon al femminile top, al maschile: flop!

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Dominik Windisch, stagione sotto tono la sua

Se come accennato, le ragazze con sci stretti e carabina, ottengono quella che è senza ombra di dubbio la miglior stagione a livello di squadra della storia della disciplina, grandi delusioni arrivano invece da Lukas Hofer e compagni. Il 26enne altotesino infatti, arrivava forte di una vittoria in Coppa del Mondo lo scorso anno ad Anterselva e della medaglia olimpica di Sochi nella staffetta mista, ma, a causa anche di ripetuti problemini fisici che hanno accompagnato prima la preparazione estiva e poi l’avvio stagionale, non riesce ad andare al di là di un 10° posto come miglior piazzamento stagionale nell’inseguimento di Pokljuka in Slovenia, concludendo in Classifica Generale lontanissimo dai primi, deludendo anche nei mondiali finlandesi di Kontiolahti. Mentre il suo compagno di squadra Windisch, atteso al salto di qualità dopo il buon finale di stagione, fatica oltre modo in quasi tutte le tappe stagionali (anche lui finirà lontanissimo in classifica generale). Le uniche note positive dal clan azzurro al maschile sono il nome nuovo Thomas Bormolini, autore di un ottimo inizio di stagione, prima di affondare anche lui, faticando sugli sci e con percentuali al poligono misere, in linea con gli standard dei compagni di squadra e l’eterno Christian De Lorenzi. Il 34enne valtellinese infatti, da metà stagione in poi, appare nettamente l’azzurro più regolare sia al poligono che sugli sci, ottenendo anche la qualificazione alla Mass Start mondiale, partenza invece sfumata per i tre azzurri sopra citati.

Non solo belle

Al femminile invece, le soddisfazioni sono enormi. Per lunga parte della stagione infatti, la piccola Italia (intesa come movimento e numero di partecipanti a livello nazionale rispetto a colossi come Russia e Germania per esempio) prima del finale prepotente delle giovani teutoniche Preuss e Dahlmeier, risulta essere l’unica nazione capace di piazzare tre differenti atlete sul podio, oltre che essere state a lungo, a livello di Coppa per le Nazioni (importante per l’assegnazione del numero di pettorali nella stagione successiva) in lotta per le posizioni di testa, nonostante una scellerata gestione delle risorse da parte dello staff dirigenziale soprattutto nei casi in cui non sono state portate al via tutte le atlete, optando per scelte a dir poco cervellotiche (per quale motivo la Sanfilippo ad esempio, viene lasciata a casa in tappe vicine come quella slovena di Pokljuka nonostante gli ottimi risultati di Ibu Cup, per poi vederla al via nella competizione di Serie B, in Canada a pochi giorni dal via del Mondiale?) ma gli esempi sono molti e la speranza è che si possa migliorare nella gestione delle risorse da qui ai prossimi anni, visto soprattutto l’enorme qualità di materiale umano con cui i tecnici potranno lavorare. Tornando al biathlon ”giocato” la stagione risulta ricca di gioie per i colori azzurri: 6 podi individuali, 3 per Dorothea Wierer, 2 per Karin Oberhofer con la ciliegina del meraviglioso quanto storico bronzo nella partenza di massa del mondiale, con un finale da fuoriclasse, dove riesce a superare e staccare nientepopodimeno che Darya Domracheva e 1 podio per Nicole Gontier, la meno quotata delle tre azzurre al via della stagione, ma capace soprattutto grazie a solide prove in staffetta di zittire le continue critiche arrivate dai soloni del web. Proprio dalla staffetta arrivano altre 2 enormi soddisfazioni e il fatto che alle tre paladine del biathlon nostrano si aggiungano alternativamente, altre due ragazze, fa capire il momento d’oro che vive la squadra; ad Oslo-Holmenkollen infatti, con la presenza di Federica Sanfilippo (che non va dimenticato, ottiene nella 15km di Kontiolahti il suo miglior risultato in carriera, 11° posto, nonostante poche ore prima, corresse quasi inspiegabilmente dall’altra parte del mondo in IBU CUP) la staffetta azzurra ottiene il 2° posto che è anche il miglior risultato di sempre in una prova a squadre donne, e pochi giorni dopo viene bissato il bronzo del mondiale 2013, stavolta con la presenza di Lisa Vittozzi, friulana classe 1995, autentica speranza del Biathlon mondiale, che al lancio della staffetta, con una prova degna di una veterana, costruisce insieme alle ”solite” tre, un grandissimo bronzo. L’impressione è che questo possa essere un punto di partenza e che, come sempre ripete il grandissimo Massimiliano Ambesi nelle sue telecronache, il bello probabilmente deve ancora venire.

(continua con la stagione di Fondo, Combinata Nordica e Sci Alpino)

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