The Chaaaaaampiooooooooooooons

Pochi giorni per quello che è l’atto conclusivo della stagione del grande calcio europeo, il calcio che conta ai massimi livelli. La finale dell’edizione numero 60 del massimo trofeo europeo, una volta Coppa Campioni, oggi Champions League che si disputerà a Berlino il 6 giugno alle ore 21. Il Barcelona insegue il suo quinto successo, la Juventus il terzo. Una coppa che significa prestigio, soldi, sponsorizzazioni e soprattutto emozioni infinite, mescolate, in questi caldissimi giorni di attesa, soprattutto per i tifosi della Juventus che mancano a questo appuntamento dall’ormai lontano 2003. La più amata (e odiata) Signora del calcio italiano, si presenterà perfettamente in ghingheri per l’occasione, nella serata di gala dell’Olympiastadion, al cospetto degli stra-favoriti catalani, quel club, ”més que un club”, pronto anche lui a fare la storia del calcio, dopo un annata irripetibile con numeri da record in ogni statistica.

Una tripletta per due

Una squadra sola godrà insieme ai milioni di tifosi sparsi per tutto il pianeta, l’altra vedrà comunque il bicchiere mezzo pieno, perché avrà in bacheca 2 trofei su 3, per una stagione, anche se su piani differenti, dominante. La Juventus arriva come underdog, il Barça invece avrà dalla sua parte tutti i favori del pronostico, dati anche dalle statistiche alla voce finali di Champions League vinte.

Nella storia sono sette i ”triplete” realizzati: Celtic FC (’67), Ajax (’72), PSV (’88) Manchester UTD (’99), Barcelona (’09), Inter (’10, unica squadra italiana), Bayern Monaco (’13)

Un cammino così simile, così differente

Alzi la mano chi avrebbe immaginato ad inizio stagione di vedere la compagine bianconera arrivare sino in fondo alla competizione. Il cambio di panchina estivo crea una clamorosa reazione da parte dei tifosi, disperati per l’addio di Conte, il Capitano e il Condottiero di tre bellissimi anni pieni zeppi di trionfi e di record, in Italia, con un po’ più di fatica in europa.  Non va dimenticato, però,  come molti fanno, che la squadra allenata dal leccese in due stagioni europee raggiunge i quarti di finale il primo anno in Champions, perso (nettamente) contro i futuri campioni del Bayern Monaco, e al secondo anno, dopo la cocente e beffarda eliminazione nel massimo trofeo europeo per club, una buona semifinale di Europa League contro il Benfica. Ma l’Europa League, la serie B europea, non basta. Il 15 Luglio arrivano così, come una beffa, le dimissioni di Conte. In un paio di giorni viene scelto Allegri… il resto è storia nota, che porta fino alla notte di Berlino.

In casa catalana non ci sono dimissioni a sorpresa, semplicemente Martino, dopo una stagione particolare che ha visto anche la scomparsa di Tito Vilanova, abdica e al suo posto viene scelto un altro simbolo di questa squadra: Luis Enrique. L’ex allenatore di Roma (dove ha deluso) e Celta (dove invece si è espresso bene) torna nel capoluogo catalano, dove ha vissuto i suoi momenti migliori da calciatore e, vista l’incredibile stagione, il suo miglior momento anche da allenatore. Diretto erede di una filosofia di calcio catalano-olandese, nata con Cruijff, proseguita con Rijkaard e dove con Guardiola e il suo tiki-taka, raggiunge l’apice di un ventennio di successi, Luis Enrique un po’ alla volta, cambia, senza stravolgere il modo di giocare, prediligendo la giocata verticale a quella orizzontale. E poi, con un tridente come quello che avremo tutti il lusso di ammirare sabato sera, formato da Messi, Suarez e Neymar (fa quasi paura scriverlo), la vita è più semplice e per un tifoso catalano anche più bella. L’inizio però non è come un romanzo harmony: dopo un mese di settembre nella Liga, fatto di vittorie con goleada, il Barcelona arriva al clasico per giocarsi il primo posto, ma il risveglio è brusco. 3-1 e primi mugugni per una squadra, una società ed una tifoseria che non ammette alcun tipo di sconfitta, figuriamoci contro il Real. In precedenza, nell’avvio di Champions, una vittoria di misura contro i ciprioti dell’Apoel e una sconfitta al Parco dei Principi contro il PSG, mettono anche in dubbio la qualificazione al turno successivo. Ma è una settimana dopo che arriva il clamoroso tonfo, che potrebbe costare caro ai catalani e al suo allenatore: contro la ex squadra allenata da Luis Enrique infatti, il Celta Vigo, i blaugrana perdono 1-0 in casa (con gol dell’ex cagliaritano Larrivey).

La sconfitta è una svolta in positivo: nasce un patto di ferro tra LE, Messi e gli altri giocatori, la squadra da quel momento è un panzer che tutto demolisce a suon di gol, migliorando, rispetto alle trionfali stagioni di Guardiola, la fase difensiva, dominando la Liga e arrivando alla finale di Berlino, ridicolizzando a tratti gli avversari. (rimane forte la sensazione di come al ritorno contro il Bayern dopo il 3-0 dell’andata, abbiano giocato con gli avversari, scegliendo pure il risultato finale: impressionanti!)

Due squadre dominanti, ma un confronto impietoso

La Juventus domina il campionato, i numeri sono meno clamorosi della stagione dei record sotto la guida di Antonio Conte, ma il profilo europeo è cresciuto: Tevez e Morata è una coppia d’attacco che fa faville anche sotto le stelle della Champions League, è la dimostrazione sono i gol segnati tra gli ottavi contro il Borussia e la semifinale contro il Real: 4 gol a testa, 8 su 8 totali. In mezzo la rete decisiva di Vidal contro il Monaco, un gol su rigore che basta per superare i quarti contro i monegaschi. Quel Vidal, che insieme a Pogba, Marchisio e Pirlo, costituirà la fondamentale cerniera per cercare di controbattere lo strapotere catalano.

Il Barcelona ha numeri che hanno del clamoroso: 110 gol fatti nella Liga, 34 nella Copa del rey, 28 in Champions League, per un totale di 172 reti fatte in 59 partite con 37 reti al passivo. Il tridente ne fa ben 120 la Juventus in totale in stagione, ne fa 101. Di che stiamo parlando, ci verrebbe da dire, ma come ha detto Vialli in questi giorni: ”la Juventus può vincere se quel giorno gli dei del calcio guarderanno verso la terra e decideranno che dovranno essere i bianconeri ad alzarla”, e sappiamo quanto gli dei, in particolare quelli del calcio, amino prendersi beffa di noi.

juvebarca

Numeri e curiosità

Per la Juventus sarà l’ottava finale nella massima competizione europea, la quinta da quando si chiama Champions League, con un  bilancio negativo di 2 vittorie e 5 sconfitte. Dovesse perdere diverrebbe la squadra con più sconfitte in finale, attualmente condivide questa classifica a pari merito con il Bayern Monaco e il Benfica.

Anche per il Barcelona sarà l’ottava finale, ma il bilancio blaugrana è di 4 vittorie e 3 sconfitte, ma sei i bianconeri hanno perso le ultime tre finali disputate, i catalani le hanno vinte, le ultime due tra l’altro, sempre contro il Manchester UTD e sempre con Evra in campo tra gli avversari.

L’ultima vittoria bianconera in questa competizione, risale ormai a 19 anni fa, era il 1996, e la Juventus vinse ai rigori contro l’Ajax.

L’ultima vittoria blaugrana è più recente, 2011, ultima finale del Barcelona, che batté per 3 a 1 il Manchester United, che schierava un formidabile tridente formato da Cristiano Ronaldo, Rooney e Tevez.

E’ in perfetto pareggio il bilancio delle finali tra Barcelona e squadre italiane, 1 vittoria (contro la Sampdoria nel 1992, che fu il primo successo in questa competizione) e 1 sconfitta contro il Milan, due anni dopo. La Juventus invece, nelle sette finali sin qui disputate, ha incontrato solo una volta una squadra spagnola, nel 1998 perdendo contro il Real Madrid.

Il giovane fromboliere castigliano, Alvaro Morata, potrebbe diventare il quarto giocatore a vincere una finale di  Champions League in due stagioni consecutive con due squadre diverse. A riuscirci fino ad oggi sono stati: un francese, Marcel Desailly (Marsiglia 1993,  Milan 1994),un portoghese, Paulo Sousa (Juventus 1996, Borussia Dortmund 1997) e il camerunese Samuel Eto’o (Barcelona 2009, Inter 2010).

Sono 5 i giocatori bianconeri ad aver vinto in passato questo trofeo: Pirlo (Milan 2003 e 2007), Evra (Manchester UTD 2008), Tevez (Manchester UTD 2008), Caceres (nel 2009 proprio con il Barcelona, non giocò la finale  e non giocherà nemmeno quella di sabato) e appunto Morata (Real Madrid 2014). Buffon invece, è l’unico reduce dell’ultima finale juventina, quella del 2003 persa contro il Milan.

6 giocatori presenti sabato hanno vinto la Champions League nel 2009 e nel 2011 con la maglia del Barcelona: Piqué, Busquets, Xavi, Iniesta, Messi e Pedro, entrambe le finali vinte contro i Red Devils, entrambe le volte tra gli inglesi giocarono Tevez ed Evra. A questi 6 giocatori, si aggiungono anche Dani Alves, Mascherano e Adriano, convocati per sabato e presenti nella finale di Londra del 2011.

Sono 6 i precedenti fra le due squadre, tra Coppa Campioni, Coppa delle Coppe e Champions League, il risultato è di perfetta parità: 2 vittorie per la Juventus (una in Champions e 1 in Coppa delle Coppe), 2 pareggi (in Champions e in Coppa Campioni) e 2 vittorie per il Barcelona (in Coppa Campioni e Coppa delle Coppe). Nell’ultimo confronto, datato 2003, ai quarti di finale la Juventus espugnò il Camp Nou con un gol di Zalayeta nei tempi supplementari che significarono semifinale (poi vittoriosa contro il Real Madrid). In quella partita di ritorno erano presenti Buffon da una parte, con Xavi (autore del gol del vantaggio catalano) e Luis Enrique, capitano, che si divorò una clamorosa occasione da rete, dall’altra.

Nessun cileno ha mai vinto questo trofeo: Bravo da una parte e Vidal dall’altra, si contenderanno questo piccolo, ma significativo primato.

Nessuna squadra, da quando esiste la Champions League è riuscita a vincere due edizioni consecutive del torneo.

Ultime notizie

La Juventus dovrà sicuramente fare a meno dell’unico ex in campo: Martin Caceres, già da mesi fermo ai box, per un infortunio, mentre resta sempre in dubbio la presenza di Andrea Barzagli. Dall’altra parte invece, il Barcelona arriva sano e in pieno organico, nonostante gli acciacchi che hanno di recente colpito Suarez e Iniesta, che saranno regolarmente della partita. Entrambe le squadre comunque, dovrebbero giocare con la migliore formazione possibile. Ecco come scenderanno in campo: Juventus Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Marchisio, Pirlo, Pogba; Vidal; Tevez, Morata. Barcelona ter Stegen; Dani Alves, Mascherano, Pique, Jordi Alba; Iniesta, Busquets, Rakitic; Messi, Suarez, Neymar.

 

 

 

 

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*