Wierer, Pittin e gli altri: il bilancio degli sport invernali 2014/15 (2^ parte)

Proseguiamo il resoconto della stagione di sport invernali appena conclusa con il comportamento della squadra italiana di Combinata Nordica, in particolare del suo atleta di punta: Alessandro Pittin

Alessandro Pittin: un inizio stentato

Alessandro Pittin, il pitbull di Cercivento salito alla ribalta delle cronache grazie a quella meravigliosa medaglia olimpica conquista a Vancouver 2010 e che lo scorso anno a Sochi non ha saputo ripetersi per pochi centimetri (4° in volata battuto dal norvegese Krog, nonostante la solita incredibile rimonta), è indubbiamente uno degli sportivi italiani più talentuosi a livello assoluto. Di conseguenza in questa stagione, su di lui erano puntati i riflettori e le lenti di ingrandimento di appassionati e addetti ai lavori, soprattutto grazie alle incredibili qualità mostrate in questi anni sugli sci. Qualità che portano spesso qualcuno erroneamente ad auspicare un folle cambio di disciplina dalla sua Combinata Nordica, dove risulta dominante in termini assoluti sugli stretti (mentre purtroppo da tre anni continua a fare fatica dal trampolino) allo Sci di Fondo. Invece Ale, giustamente, resta nella sua disciplina, dove, ruscisse a ritrovare il bandolo perduto nel segmento di salto,  potrebbe tranquillamente lottare per la classifica generale di Coppa del Mondo. Nella prima parte di stagione, l’atleta friulano, piccolo di statura ma con un cuore ed una grinta fuori dal comune, parte male non ottenendo i risultati sperati e mancando in alcune occasioni anche l’acceso alla zona punti, mostrando estrema difficoltà nella parte di salto, penalizzato in maniera decisa soprattutto dal trampolino grande, suo vero tallone d’achille, in misura maggiore rispetto al Normal Hill.

 Un 2015 da Fenomeno

Ma è col nuovo anno che il 25enne friulano inizia prepotentemente a salire di colpi: a Schonach (si salta su Normal Hill) pochi giorni dopo capodanno, è 6°, nettamente il suo miglior risultato fino a quel momento in stagione, a Chaux Neuve (nonostante si sia saltati su LH, ma dove ci sono assenza importanti) ottiene un 19° e un 10° posto, e nella seconda gara mette fuori la testa anche Lukas Runggaldier autore di una grande rimonta anche lui finendo 11°, la crescita è costante, così come è costante un fattore, Pittin è sempre il migliore sugli sci e quando non lo è, stabilisce comunque uno dei migliori tre tempi. Nel week end successivo si vola (o meglio si salta) a Seefeld in Austria, dove è in programma la prova a tappe denominata Nordic Combined Triple, trofeo che va ad appannaggio per il secondo anno consecutivo di Eric Frenzel (e che permetterà al teutonico di dare la accelerata decisiva per la conquista della sua seconda coppa di cristallo), Pittin finisce in progressione: 18° il primo giorno, 8° il secondo giorno e 4° ad un passo dal podio, l’ultimo giorno, in una tre giorni che vede anche i progressi di Samuel Costa, decisamente il più competitivo della squadra azzurra nelle prove di salto. Pittin salta la tappa giapponese di Sapporo per presentarsi in Val di Fiemme (dove per la verità il trampolino è tutt’altro che adatto alle sue caratteristiche) per rifinire la preparazione per i mondiali svedesi di Falun: non deludono i suoi due piazzamenti nei 20 (18° e 11°) mentre balza agli occhi la notevole prova di Armin Bauer, che finirà 8° in una delle due gare.

La medaglia mondiale, per entrare nella storia

Ed è così che, dopo essere stato il primo atleta italiano della Combinata Nordica medagliato in un olimpiade, ecco che arriva anche la prima storica medaglia italiana in un campionato mondiale. E’ da urlo infatti la rimonta che regala a lui, alla squadra azzurra e a tutti i suoi tifosi, una  medaglia d’argento in quel di Falun, alle spalle del tedesco Rydzek e davanti al francese Lamy Chappuis che da lì a pochi giorni annuncerà il suo ritiro. Ma è tutta la spedizione italiana a far stropicciare gli occhi, nella prova a squadre arriva uno splendido 4° posto finale con Pittin che al suo arrivo si fa sfuggire in mondovisione anche un ”se fossero stati più di 5 km…” (va infatti ricordato come la prova a squadre vede gli atleti percorrere 5 chilometri invece dei canonici 10 delle gare individuali) e davanti a potenze del calibro di Austria, Giappone e Stati Uniti. Se nella prova dal trampolino grande Pittin non riesce ad andare al di là di un 25° posto (dove comunque anche qui l’Italia piazza 3 atleti nei primi 26) è da incorniciare il 5° posto nella staffetta sprint, dove ad Ale Pittin si affianca un Samuel Costa in fisiologico calo di condizione, che finisce per penalizzare nelle sue frazioni, la grande rimonta del friulano

Finale di stagione formato monstre

Nelle ultime tre tappe stagionali, Ale Pittin  raggiunge un 5° posto a Lahti dove recupererà 33 posizioni dalla partenza e due splendidi podi in Norvegia, uno nella cornice meravigliosa di Trondheim dove finirà terzo nonostante uno sci rotto (!) e un altro terzo posto nelle finali nel tempio di Oslo Holmenkollen, dove sarà ancora una volta superlativo nella capacità di rimonta da dietro.

Prospettive azzurre

costa

Samuel Costa: il ”bocia” della squadra di Combinata è atteso ad un ulteriore salto di qualità

Per la stagione che verrà, la speranza di tutti noi appassionati è che si possa ulteriormente alzare l’asticella della competitività almeno per quanto riguarda il valore assoluto di una squadra che, nonostante i problemi che l’ hanno accompagnata soprattutto nella componente del salto questi ultimi anni, è riuscita oltre a Pittin a ottenere numerosi piazzamenti a punti, fatto assolutamente non scontato alla viglia di questo nuovo quadriennio olimpico. Quadriennio olimpico che con la crescita dei vari Bauer e Costa (con Pittin punto fermo e Runggaldier che almeno quando è in giornata è capace di grandi cose sugli sci) potrebbe portare, grazie anche a qualche ritiro eccellente in giro per il mondo ad un clamoroso attacco al podio nella prova a squadre e per quanto riguarda il nostro Pittin, la possibilità, se risolti i problemi dal trampolino, un giorno di lottare per la sfera di cristallo.

 

 

(fonte dell’immagine di copertina: http://sport.sky.it/ )

 

1 Commento su Wierer, Pittin e gli altri: il bilancio degli sport invernali 2014/15 (2^ parte)

  1. biagio autieri // 31 marzo 2015 a 1:33 PM // Rispondi

    praticamente un racconto. Molto avvincente.
    Mi piace l’idea che si chiami “il diario dello sport” indica credo , una struttura ed una scelta narrativa precisa

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